Casey Stoner entra nella Hall of Fame della Motogp

Questa domenica a Philip Island, Casey Stoner riceverà il più prestigioso riconoscimento per un pilota del Motomondiale, l’ingresso nella Hall of Fame. L’australiano tornerà sul circuito che lo vide trionfare l’anno scorso e verrà celebrato davanti ai suoi tifosi durante un giro d’onore affianco a Doohan e Rainey. Casey ha dichiarato di essere onorato del riconoscimento e di essere felicissimo di poter tornare sul suo circuito senza la pressione agonistica della gara.

L’addio del numero 27 alla Motogp venne annunciato nel 2012 a Le Mans e fu un trauma per tutti, sia perchè improvviso e inaspettato, sia perchè segnale di un inevitabile impoverimento tecnico della classe regina, che è riuscita a sopperire in parte alla sua assenza grazie a Marc Marquez, considerato da molti l’erede naturale di Casey.

Stoner decise di appendere il casco al chiodo in parte per i malesseri fisici e psicologici che lo attanagliavano dal 2009 e soprattutto come segno di protesta nei confronti di un mondo, quello della Motogp, di cui non si sentiva più parte, a causa del sempre maggior utilizzo dell’elettronica che secondo Casey penalizza eccessivamente il talento del pilota.

Stoner è stato unico nella storia del Motomondiale, con uno stile di guida e un carisma straordinari. La gloria non lo raggiunse nelle classi minori, nelle quali a causa delle innumerevoli cadute, venne soprannominato “Rolling Stoner“, nomignolo che lo seguì anche nel primo anno in Motogp, chiuso con un delundente 8° posto e tante gare finite col sedere sull’asfalto.

Il 2007 rappresentò la svolta per Casey, che venne ingaggiato dalla Ducati e stra-vinse il Mondiale, diventando un vero idolo per tutti gli appassionati, specialmente quelli italiani. Da “Rolling Stoner” divenne “BaStoner” per la netta superiorità su tutti gli inseguitori. Passò altri tre anni con la Rossa di Borgo Panigale, ottenendo un 2° posto e due 4°. Nel 2009 Stoner si prese una pausa di tre gare per curare un mal di stomaco cronico che non gli permetteva di essere sereno in pista e lo stava portando verso un malessere anche mentale. Grazie al sostegno della moglie Adriana, che lo ha accompagnato in ogni GP della sua carriera, anche dopo aver dato vita al loro primogenito, riuscì a riprendersi.

Nel 2011 passò alla Honda, dove vinse immediatamente il titolo, nonostante i primi sentori di un malessere nei confronti della Motogp, che lo spinsero ad annunciare l’addio nella stagione successiva. L’ultima vittoria di Stoner fu proprio lo scorso anno a Philip Island, nella giornata in cui Jorge Lorenzo venne incoronato campione del Mondo. Sul circuito di casa, l’australiano ha vinto ininterrottamente per sei anni, dal 2006 al 2012.

Il suo ingresso nella Hall of Fame ha stupito un po’ tutti, considerando la “giovane” età di Casey, appena 28 anni. C’è chi pensa che la scelta sia dettata dalla volontà dell’australiano di non tornare più a correre, chi sostiene che invece questo riconoscimento sia un espediente per fargli rimpiangere le corse e spingerlo a tornare. A sostenere quest’ultima idea ci sono le voci che lo vorrebbero addirittura in pista come wild card al posto dell’infortunato Bradl; voci che, per quanto suggestive, hanno un riscontro quasi nullo con la realtà.

L’unica certezza è che domenica, poco prima della gara, quando lo vedremo percorrere il giro d’onore sul suo circuito (nel quale gli è stata addirittura intitolata una curva, la “Casey Corner”) tutti i veri appassionati di Motogp, indipendentemente dalle simpatie personali, rimpiangeranno quello straordinario pilota che è stato e che forse, un giorno, tornerà ad essere.

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