‘Chiamami Napoleone’ è il nuovo singolo di Samuele Bersani

Dopo il successo di En e Xanax, il brano di Samuele Bersani che lo scorso agosto anticipò l’uscita del disco ‘Nuvola Numero Nove’, approderà in radio il prossimo 8 Novembre il nuovo singolo ‘Chiamami Napoleone’.
In vent’anni di carriera, iniziata nel 1992 con ‘C’hanno preso tutto’, il brillante cantautore, forse attualmente uno dei più impegnati per quanto riguarda i contenuti, ha sempre abituato gli ascoltatori a testi di altissimo livello, e ‘Chiamami Napoleone’ non sembra deludere le aspettative.

Ascoltando con molta attenzione le parole subito si comprende il messaggio di cui il brano si fa portavoce: il richiamo nel testo di importanti personaggi storici serve a sottolineare il climax discendente che coinvolge la società italiana, che appare sempre più vicina alla rovina, in una sorta di tragico parallelismo che ne mette a nudo il decadimento politico, artistico ed umano.

Nel primo verso vengono citati due grandi condottieri come Cesare e Napoleone, le cui figure incarnano perfettamente l’idea dell’imperialismo e dell’espansione territoriale ed economica, per rimarcare la attuale saturazione del settore politico e l’assenza di qualcosa da potere ancora conquistare.
E’ poi la volta di Mozart e di Ennio Morricone, tristemente affiancati alla figura dei Modà per evidenziare la deprimente involuzione del settore artistico e musicale.
V’è poi il richiamo al maestro Fellini ed a Sergio Leone, due indimenticabili talenti nati nello ‘stivale’, che nel testo si afferma essersi ridotto a ‘pantofola’.

Insomma Samuele Bersani, dopo molti dischi di successo, dimostra ancora una volta al pubblico di avere una voce forte e chiara e di non avere peli sulla lingua.
Nella sua profonda, e a tratti sconsolante, analisi della condizione sociale odierna non risparmia osservazioni e critiche, anche se a farne le spese sono i Modà di turno, riportati come esempio di regressione musicale.

Come in tutte le altre opere artistiche di ‘denuncia’ , ‘Chiamami Napoleone’ rappresenta un grido di aiuto, un segnale di allarme ed un monito per porre un freno alla dirompente discesa del costume sociale, attualmente in caduta libera.
Bersani racconta di una società confusa e brancolante, di un’Italia maltrattata e spogliata del suo splendore.
Questa canzone porta nelle radio le rovine del nostro Paese, e come in tutte le opere sconsolanti e nostalgiche termina con un messaggio a Dio, da cui Bersani afferma non avere avuto ancora risposta.

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