Chiamarsi Bomber, la nuova moda dell’Italia del pallone

Hanno cominciato per gioco tre anni fa, ma ora spopolano nel mondo dei social e sono tra le nuove mode del 2014. La pagina Facebook e Twitter – ora anche online con il proprio portale – “Chiamarsi Bomber tra amici senza apparenti meriti sportivi” non è più un gioco, ma un simbolo per tutti gli appassionati di calcio. Riccardo, Alessandro, Alberto e Filippo abitano a Stradella in provincia di Pavia, hanno tra i 25 e i 27 anni ed una passione smisurata per questo calcio che ultimamente ci dà più dolori che gioie. Il loro paese fa giusto 12mila abitanti, mentre la loro pagina supera di gran lunga i 300mila fan con la percezione che questo numero crescerà a dismisura nei prossimi anni.

Ragazzi che per gioco hanno conquistato calcio e social, una bella favola dei nostri tempi. «Ovviamente è nato tutto per scherzo – hanno dichiarato gli admin della pagina – volevamo riprendere un modo di dire che qui in zona viene abusato e così è nata la pagina. Poi con il tempo abbiamo capito che questo modo di dire era comune in tutta l’Italia e che i nostri contenuti cominciavano a piacere». Inizialmente la pagina raccoglieva raccolte di meteore del calcio e calciatori “a riposo”. Poi nel tempo però è nata una scintilla che ha scatenato questa moda: «In effetti ci siamo accorti di esser diventati una pagina che fa tendenza. Credo sia una moda, ovviamente speriamo che duri il più possibile – sorridono – di certo il calcio in Italia non stancherà mai».

In questi casi c’è sempre una “Musa ispiratrice” e per “Chiamarsi Bomber” il simbolo in questione è Christian Vieri, bomber in campo ma, a quanto pare anche fuori: «Si, la nostra prima icona è stata proprio Bobo. Oltre ad essere stato un grande campione, è riuscito a trovare il modo di divertirsi senza sprecare il proprio talento. Ragazze, serate, moto, ma in campo sempre un professionista. Purtroppo non abbiamo mai avuto contatti con lui anche se credo abbia sentito parlare di noi. Noi abbiamo tramutato la definizione classica di bomber in qualcosa di più generale, anzi siamo stati solo gli interpreti di questo cambiamento che era già in atto nel lessico comune. Quante volte abbiamo chiamato un nostro amico “bomber” anche fuori da un campo di calcio? Solitamente lo diciamo al personaggio, a quello che si distingue con degli atteggiamenti, uno stile unico e modo di essere fuori dal comune. Non solo Vieri, Borriello o Cissé, ma bomber può essere anche il centravanti di Terza Categoria, il padre di famiglia che gioca a calcetto il sabato».

Questa pagina oltre ad essere diventata una piacevole abitudine per ogni social maniaco è un impegno serio per gli admin: «Gestiamo anche altre pagine ma solo questa è un reale impegno. Ci alterniamo nella pubblicazione in modo casuale anche se spesso ci confrontiamo per evitare sovrapposizioni. Social schiavitù? La linea è molto sottile, diciamo che per noi è una dolce schiavitù. Internet? Non siamo noi a dire che è il futuro. Con un click puoi collegarti con il mondo intero. I social network sono ormai il pane quotidiano di tutti ma non vorremmo che diventino una droga come per Icardi». Il nome “Chiamarsi Bomber” è diventato talmente famoso che tanti hanno provato a prendere spunto e tanti volti noti hanno cominciato a seguirli. Un vanto ed una soddisfazione: «Ci divertiamo a leggere quelle pagine che si ispirano a noi ma non siamo preoccupati perché i veri bomber sanno chi è l’originale. Ci fa piacere anche avere il seguito di giornalisti sportivi o giocatori stessi anche se la cosa più importante è il seguito della gente comune, senza di loro non saremo così popolari. Noi siamo dell’idea che il calcio vada preso per quello che è, ossia un bellissimo sport che genera tante emozioni. In questo ultimo periodo abbiamo assistito a scene di violenza che non hanno niente a che vedere con lo sport. Scherzare sui personaggi che lo popolano, cercando di non cadere mai nell’offesa, è quello che permette a tutti di avvicinarsi al calcio con la giusta mentalità. Siamo felici quando i protagonisti stessi mostrano autoironia».

Successo ma anche umiltà per quattro ragazzi che ora sono pronti ad uscire dalla loro Stradella e conquistare l’Italia: «Abbiamo parecchie idee – concludono gli admin della pagina – diverse proposte di serate e ci piacerebbe raggiungere più posti in Italia. Magliette? Potremmo avere qualcosa in serbo per la primavera. Intanto è uscita da poco la app per Android ed a breve uscirà quella per Apple e presto sbarcheremo su Youtube». Per una volta il calcio unisce, per una volta il calcio è gioco e, nonostante le delusioni della propria squadra, “Chiamarsi Bomber tra amici senza apparenti meriti sportivi” è sempre pronta a regalarti un sorriso.

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