Cimitero dei feti a Firenze, scontro Renzi-Ravera

Il cimitero dei feti sarà realizzato. A Trespiano, una frazione di Firenze. Così ha deliberato il Consiglio comunale del capoluogo toscano, guidato da Matteo Renzi. Sarà realizzato un nuovo spazio nel cimitero fiorentino destinato al ricevimento di “di prodotti abortivi e di prodotti del concepimento” (quindi non di bambini nati morti, la cui sepoltura è già consentita da un decreto Presidenziale, ma embrioni non ancora sviluppati), consentendo anche “l’installazione di coprifossa, monumentini e altri ricordi”.

La delibera è passata con trenta voti a favore, quattro contrari e sette astenuti. A favore il Pd (tranne Francesco Ricci e Claudia Livi, non votanti), Idv e gruppo Noi per Matteo Renzi. Contrari Ornella De Zordo (perUnaltracitta’), Tommaso Grassi (Sel) Marco Semplici e Massimo Sabatini (lista Galli).

L’iniziativa ha dei precedenti. Come il caso della Regione Lombardia ad esempio, che nel 2007 aveva approvato un regolamento che impone alle Direzioni Sanitarie di informare i genitori della possibilità di richiedere la sepoltura anche per i feti di età inferiore a 20 settimane. O ancora quello di Roma Capitale che, con la Vicesindaco con delega alle Politiche sociali e Servizi alla Persona e Promozione della Salute Sveva Belviso, prevedeva di dedicare un’area di seicento metri quadri in zona Laurentino.

La decisione do Palazzo Vecchio ha scatenato non poche polemiche, come era ampiamente prevedibile. Mentre Renzi difende la scelta sua e dell’intero Consiglio comunale dichiarando su Facebook di non capire “le polemiche intorno al dolore delle madri e dei padri che perdono un figlio prima della nascita. Conosco amici che hanno dovuto affrontare il lutto di sapere qualche ora prima del parto che il cuoricino del bimbo, atteso per nove mesi, non batteva più. E quelle eroiche mamme hanno partorito e abbracciato un bambino nato morto. Noi abbiamo regolamentato uno spazio per loro dentro i nostri cimiteri: lo prevede una Legge del 1990 e dal 1996 a Trespiano sono 1019 i feti sepolti così”.

Lidia Ravera attacca il sindaco con un post nel suo blog, accompagnata da Marina Terragni, oltre che da una parte del Pd e dai Radicali. Questa decisione, infatti, rappresenterebbe un ulteriore attacco alla legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, già largamente disattese in ampie zone del Paese. La scelta simbolica di seppellire un feto assegna, simbolicamente, dignità di vita a chi non è mai giuridicamente nato e, sempre secondo i detrattori dell’iniziativa, colpevolizza chi decide, dolorosamente ma legittimamente, di abortire. Aggravando la posizione della donna di un ulteriore peso.

A difesa della delibera si schierano invece la destra e la Chiesa Cattolica oltre ai vari Movimenti per la vita, che si battono da sempre contro l’aborto e, a loro dire, per la difesa del diritto alla vita. Tanto da definire quello del cimitero dei feti come un “inno alla vita”.

Tecnicamente, un embrione diventa feto intorno al sessantesimo-settantesimo giorno dal concepimento. Il momento in cui iniziare a considerare questo un bambino è una valutazione strettamente personale, influenzata da vari fattori, non ultimo la religione.

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