Il cinema italiano in un’infografica: una regione, un film

Due “paradisi” delimitano l’Italia, almeno secondo la nostra infografica: un giochino che associa ad ogni regione italiana un film. L’idea nasce da un recente articolo dell’Huffington Post, che assegnava un lungometraggio ad ogni stato americano.

La lista dei titoli da noi proposta è davvero variegata, come d’altronde lo sono il paesaggio e gli usi e costumi della penisola, dal paradiso di Nuti ambientato ad Aosta al cinema Paradiso di Tornatore, emblema cinematografico della Sicilia. Ecco dunque il cinema italiano “spalmato” sulla cartina.

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Come avrete notato, l’unico elemento esterno al cinema italiano riguarda la Liguria, con l’inserimento de Il talento di Mr. Ripley che comunque riflette le potenzialità transnazionali del mare ligure.
Al contempo, si è cercato di evitare di cadere nei luoghi comuni e negli stereotipi regionali: da questo punto di vista, la selezione di opere in qualche modo satiriche, come Qualunquemente, non può che derivare dalla caratteristica parlata sfoggiata di Antonio Albanese nel film, piuttosto che dall’effettiva rappresentazione di una presunta realtà, quella calabrese appunto.

La cartina parla chiaro, dominano i classici: dall’immancabile Miseria e Nobiltà per la Campania a Romanzo popolare per la Lombardia. E ancora, dall’Amarcord felliniano a La classe operaia va in paradiso: tutt’oggi forte la presenza di quest’ultimo titolo nell’immaginario collettivo, vista la potenza con cui riesce ad oltre quarant’anni di distanza a rappresentare la regione industriale per eccellenza nel dopo-boom, con le sue ripercussioni sociali.

E se Padre padrone ci mostra come nessun’altro la realtà sarda ante-bellica, il neo-realismo di Sangue Vivo si manifesta con prepotenza, attraverso dialoghi concepiti totalmente in dialetto salentino.

Riguardo il Lazio, non poteva che essere preso in considerazione un film che raffigurasse in qualche modo la città eterna: e se molti si aspettavano La dolce vita, è stata invece scelta l’opera che rappresenterà il cinema italiano ai prossimi Oscar. Che sia questo di buon auspicio.

[PHOTO CREDITS: Luciano Lanza per Bloglive.it]

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