Non solo colombe. I lettiani del centrodestra pensano al nuovo gruppo

Cominciano a contarsi, i “lettiani” del Pdl. Aver avuto la meglio in Parlamento incassando la fiducia al governo – concessa anche dal loro storico leader – potrebbe infatti non essere sufficiente. L’obiettivo delle “colombe” adesso sarebbe un gruppo parlamentare autonomo in grado di assicurare la continuità della nuova maggioranza. Un gruppo che per qualcuno potrebbe anche essere l’incubatrice di un nuovo movimento di area cattolica saldamente ancorato alla famiglia dei popolari europei.

Quasi tutti con un passato politico nella Democrazia cristiana – il che li accomuna al premier Enrico Letta –, distanti e distinti dalla nuova Forza Italia voluta e promossa da Silvio Berlusconi, i lettiani di centrodestra dicono di avere delle priorità: prima la continuazione del governo, l’interesse del paese, il “bene comune”, poi tutte le altre questioni, ivi inclusa la vicenda personale del Cavaliere. Sul quale però non hanno dubbi, “è sicuramente oggetto di un uso politico della giustizia” dicono.

Per il nuovo gruppo figurano già nomi importanti. Ad esempio quello di Maurizio Sacconi, ascendenza socialista, ex ministro delle Politiche sociali nell’ultimo governo Berlusconi nonché filosofo politico “teocon”. Quello di Carlo Giovanardi, uno dei primi senatori dissidenti usciti allo scoperto, il quale non ha fatto a meno di differenziarsi da taluni neo forzisti. Per esempio da Giancarlo Galan, schierato con il Cavaliere e soprattutto favorevole al riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali. “Ho poco in comune con lui” ha puntualizzato Giovanardi, noto per le sue battaglie conservatrici sui temi etici e ora convinto assertore della necessità di costituire un gruppo autonomo. C’è poi Roberto Formigoni, l’ex governatore della Lombardia travolto dallo scandalo Sanità, vicino a Cl e dalla lunga militanza politica cattolica. Ed è proprio Formigoni a proporre per il gruppo parlamentare un nome che sa di progetto politico: “potrebbe chiamarsi i Popolari”.

Qualcuno pensa già ad un domani dove Enrico Letta e Angelino Alfano – anche lui ex Dc – potrebbero ritrovarsi insieme in un nuovo soggetto di centro, oltre il Pdl ma anche oltre il Pd. Magari come argine dei nuovi qualunquismi. Lo penserebbe Mario Monti che, nel discorso in aula con cui ha confermato la fiducia al governo da parte di Scelta civica, ha auspicato qualcosa di simile a quanto delineato in una intervista all’Unità anche da un altro esponente del suo stesso partito, Andrea Olivero. L’ex presidente delle Acli, riferendosi ai “tanti cattolici del Pdl che non condividono la deriva populista” ha invocato l’apertura di “uno spazio politico per i tanti che non si ritrovano nel vecchio bipolarismo”.

“La nostra offerta” ha detto Olivero “non deve richiudersi in una logica destra-sinistra. Il progetto guarda anche a tutti quei popolari che oggi stanno nel Pd”. Secondo l’esponente di Scelta civica “l’esempio migliore è la nuova Cdu della Merkel, un partito popolare, un partito vero. La democrazia dei partiti virtuali e del leaderismo ha fatto il suo tempo”.

Per il momento di “tedesco”, nella politica italiana, c’è sicuramente il proseguo dell’esperienza del governo di “grande coalizione”.

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