Come stimolare l’intelligenza in 5 mosse

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Intelligenti si nasce o si diventa? Nonostante molti scienziati e filosofi si siano posti la domanda, una risposta univoca e assoluta resta difficile da trovare. Se cambiamo però prospettiva, come ha fatto la psicologa americana Carol Dweck, docente alla Stanford University, scopriremo che le nostre convinzioni hanno il potere di trasformare la nostra mente ed il nostro comportamento. Questo significa innanzitutto che, a prescindere dai pro e dai contro, vale la pena credere di poter sviluppare ed allenare la nostra intelligenza. In secondo luogo, vuol dire che più ci dedicheremo ad azioni capaci di farci cambiare mindset, perola inglese che può assumere diverse accezioni, tra cui forma mentale, modo di pensare e approccio alla realtà.

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1. Nutrirsi dei cibi giusti

Ci sono cibi che ci aiutano a sviluppare l’intelligenza, in quanto contengono elementi che contribuiscono allo sviluppo delle connessioni neurali. Le uova, ad esempio, sono ricche di luteina, che contribuisce a rallentare il decadimento cognitivo, ma aiutano anche a produrre noradrenalina e dopamina, utili per la memoria. Grazie al loro contenuto di acido folico, che stimola l’attività cerebrale, gli spinaci sono considerati un superfood, un cibo utilissimo per il nostro organismo, e per la presenza di vitamina C incidono positivamente sull’apprendimento, l’attenzione e la memoria. Lo stesso vale per l’avocado, che con il suo contenuto di vitamina E incide positivamente sulla produzione dell’acetilcolina, neurotrasmettitore fondamentale per l’apprendimento e la memoria. Lamponi e mirtilli, ricchi di antiossidanti, favoriscono la produzione delle cellule nervose, mentre gli acidi grassi dell’olio di pesce agiscono sulla struttura del cervello. La lista non è certo esaustiva: i cibi che possono aiutare a diventare più intelligenti sono davvero numerosi.

2. Leggere libri e giornali

Leggere ci consente di riflettere ed elaborare ragionamenti complessi, oltre ad allenare la memoria e vedere gli eventi quotidiani sotto altri punti di vista, quelli degli autori e dei personaggi dei libri. La scelta del genere, se optiamo per un libro di narrativa, sta a noi: tutto va bene, dai romanzi di fantascienza che stimoleranno la nostra fantasia, ai grandi classici come Anna Karenina di Lev Tolstoj, che con le sue lunghe e dettagliate descrizioni metterà alla prova la nostra memoria. Anche un genere a volte denigrato come quello della prosa romantica torna utile, in quanto attiverà la nostra intelligenza emotiva. Oltre ai libri sarà bene leggere i giornali per restare al corrente dell’attualità, avere argomenti di conversazione e creare connessioni tra fatti a volte lontani nel tempo e nello spazio. La lettura è una fonte primaria di apprendimento: grazie ad essa impariamo parole e concetti nuovi, ragionamenti differenti grazie ai quali apriamo la nostra mente a modi più produttivi di pensare.

3. Mettersi alla prova con giochi che allenano la mente

Alcuni giochi sono veri e propri toccasana per la mente: attivano la memoria, sviluppano la capacità di creare connessioni e strategie, ritardano l’invecchiamento del cervello e con esso la comparsa di alcune tra le più temute malattie degenerative come l’Alzheimer. Giocare a scacchi in modo regolare significa esercitare il nostro cervello in modo armonioso e globale, toccando vari ambiti, dalla memoria alla strategia. Ma gli scacchi non sono il solo modo di allenarsi. Anche i giochi di carte come il blackjack, o 21, sono altrettanto utili ed efficaci. Il principio base di questo gioco assomiglia molto a quello del sette e mezzo, variante locale italiana, e l’obiettivo finale è arrivare a scoprire carte la cui somma è il più vicino possibile a 21 senza “sballare”, ovvero superare questa cifra, ma ottenendo comunque un punteggio più alto del banco. Il blackjack permette di “tagliare” determinate mani e giocarne due contemporaneamente, rendendo ancora più complicato il calcolo delle probabilità con il quale prevedere quale sarà la prossima carta ad essere scoperta dal banco. Basato sulla logica e sul calcolo delle probabilità, questo gioco richiede di mantenere la mente attiva per tutta la durata della partita, senza un attimo di distrazione, e fa lavorare a pieno regime la nostra memoria. Anche il sudoku, richiedendo pazienza, riflessione e logica, attiva e sviluppa la nostra intelligenza matematica.

4. Imparare una nuova lingua

Secondo vari scienziati, chi parla più di una lingua disporrebbe di una quantità maggiore di materia grigia e svilupperebbe più connessioni neurali di chi ne conosce una sola. Da adulti potrebbe sembrare più difficile, ma vale la pena provare, soprattutto se i benefici sono evidenti come indicano gli esperti. Scegliere come hobby l’apprendimento di una nuova lingua, inoltre, avrà anche altri effetti positivi su di noi. Stimolerà infatti la nostra curiosità nei confronti di una cultura che non conosciamo o che conosciamo poco, invitandoci a superare le nostre barriere mentali ed aprendoci a nuove esperienze, ci incoraggerà a viaggiare, facendoci incontrare persone con cui probabilmente sarebbe difficile o addirittura impossibile comunicare. La nostra intelligenza emotiva, insomma, ci ringrazierà per aver preso questa decisione.

5. Meditare

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Secondo alcune ricerche meditare fa espandere alcune aree del cervello, migliora la nostra memoria e ci rende più empatici nei confronti degli altri. Senza dubbio la meditazione e le discipline ad essa associate, come lo yoga, favoriscono la concentrazione, che è un elemento fondamentale per sviluppare la nostra intelligenza. Se eseguite regolarmente, queste attività permettono di aumentare la nostra materia grigia, proprio come l’apprendimento di una nuova lingua diversa dalla nostra. Inoltre, proprio come i giochi descritti sopra, la meditazione contribuirebbe a ritardare il nostro invecchiamento cerebrale.
Intelligenti si diventa, basta solo saper stimolare il nostro cervello nel modo giusto. Ora che abbiamo almeno cinque strade a disposizione per migliorare la nostra capacità cognitiva, non ci sono più scuse. Cominciamo dall’attività che sentiamo più vicina a noi o che ci ispira di più, per poi proseguire e provare tutte le altre.

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