comScore fotografa un’Italia innamorata del web e dei video

La tecnologia ha diversificato i modi di comunicare e condividere qualsiasi tipo di media.
Ad oggi comScore, leader mondiale nella misurazione del mondo digital, ha annunciato che nel luglio 2013 ben 27,5 milioni di italiani hanno visto oltre 5 miliardi di video online e più di 10 milioni coloro che lo hanno fatto attraverso lo smartphone, il doppio rispetto alle statistiche del 2012.

Tra questi 27 milioni, quasi 2,3 sono rappresentati da bambini e giovani che hanno navigato in internet. Questi utenti unici distribuiti nella fascia di età 6-14 anni rappresentano circa il 45% del totale della popolazione di riferimento (dati Istat). L’analisi dimostra che oltre mezzo milione di giovanissimi si collega ogni giorno per una durata media di connessione di un’ora e dodici minuti al giorno. Grazie alla nascita e all’intervento di piattaforme web come YouTube e Facebook, che rappresentano i siti più cliccati, il segmento di visitatori unici è salito tra i 793.000 e gli 826.000.

L’attrazione dei giovanissimi per internet è sotto gli occhi di tutti e ci ha spinto a inserire stabilmente la misurazione di questo fenomeno nelle nostre rilevazioni” ha commentato Fabrizio Angelini, CEO di Sensemakers che rappresenta in esclusiva comScore in Italia.

La misurazione del mondo digitale e web nel nostro paese ha dimostrato che l’utilizzo di internet è diventato parte integrante della vita di ognuno, specie dei più giovani, cresciuti nella nuova era tecnologica.
Importante è stato di sicuro l’avvento di smartphone e tablet che facilitano la navigazione e hanno notevolmente cambiato le abitudini dei cittadini. A luglio 2013 in base alle precedenti rilevazioni comScore MobiLens, è stato rilevato che il 58,9% degli italiani ha uno smartphone, con una crescita del 22% rispetto agli altri anni.

Nel particolare la visualizzazione di video rappresenta l’attività più diffusa: ben 10 milioni sono i possessori di smartphone che durante il giorno guarda almeno un video online, il 52,3% provengono da terminali Apple e il 40,8% da quelli Android.

Non è solo il consumo diretto di video attraverso lo smartphone a colpire” – aggiunge Fabrizio Angelini – “dalle rilevazioni di luglio emerge che il 43,4% dei possessori di smartphone lo utilizza abitualmente mentre guarda la televisione e ben l’11,2% se ne serve per cercare prodotti e servizi di cui ha visto la pubblicità sul grande schermo. È un dato che dovrebbe far riflettere sia chi produce contenuti televisivi, sia il mondo della pubblicità che sempre più deve poter contare su misurazioni multi-piattaforma in grado di fornire una visione complessiva del comportamento del consumatore indipendentemente dai device utilizzati”.

Non servono per forza innumerevoli indagini statistiche, basta guardarsi attorno per vedere che la tecnologia è diventata parte integrante della vita. Nielsen ha condotto un altro tipo di ricerca, che si concentra nel dettaglio sull’utilizzo degli smartphone fra i ragazzi di tutto il mondo, sfatando qualche mito e offrendo nuovi spunti.
I giovani italiani vantano la maggiore percentuale di adozione di smartphone al mondo, nella fascia d’età tra i 15 e i 24 anni. Una proporzione che negli USA si riduce a un terzo e che vede il pubblico femminile avanti di 10 punti sull’altro sesso; da noi invece sono i maschi a guidare la tendenza.

Ormai tutti hanno telefoni sempre più avanzati che offrono la connessione Internet, permettendo di restare in contatto con amici e parenti e di navigare tra siti e pagine con totale disinvoltura e in modo a volte più rapido rispetto ai normali PC.
La tecnologia corre sempre più forte, e i ragazzi non vogliono rimanere indietro. Su otto ragazzi intervistati, tutti sono muniti di cellulari avanzati, anche se alcuni continuano ad usarli solo per le normali funzioni.

C’è chi si trova comodo ad usare il proprio smartphone per leggere e-mail o guardare le notizie, chi lo usa soprattutto per andare sui social network per condividere foto ed eventi. Una cosa è però certa: oramai gli smartphone hanno surclassato i normali mezzi come computer fissi e laptop che rimangono per lo più dispositivi per archiviare dati. Alcuni preferiscono addirittura portare il tablet per prendere appunti durante le lezioni universitarie.

[Fonte: comScore]

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