Confindustria e Coldiretti: danni del sisma all’economia

    Giorgio Squinzi, nuovo presidente di Confindustria, ha parlato dei danni provocati dal sisma in Emilia-Romagna e delle ripercussioni sull’economia del Paese: “Ho letto anch’io sui giornali di oggi che nella zona dove è localizzato l’epicentro si produce circa l’1% del Pil del nostro Paese. E’ chiaro che in quest’area probabilmente assisteremo ad un fermo delle attività produttive di alcuni mesi. Credo che indicare tre-quattro mesi non sia lontano dalla realtà”.

    Nel settore agroalimentare i danni sono stati stimati intorno a 500 milioni di euro. Molti caseifici, stabilimenti di lavorazione della frutta, magazzi di Grana e Parmigiano, stalle, fienili e macchinari sono stati distrutti dal terremoto. Il bilancio dei danni è stato calcolato dalla Coldiretti, specificando che nelle zone colpite dal sisma si produce oltre il 10% del Pil agricolo italiano. Inoltre, nell’Emilia-Romagna si producono alcuni dei prodotti italiani più esportati in assoluto: Parmigiano Reggiano, aceto balsamico, prosciutto di Parma, Lambrusco e così via. Le scosse hanno provocato 15 milioni di danni alle cantine e ai macelli che producono il prestigioso crudo di Parma. Molte scalere, gli scaffali su cui stagiona il Parmigiano, sono andate distrutte, facendo cadere in pezzi le forme di formaggio in stagionatura.

    I danni complessivi al Grana Padano ammontano a 70 milioni di euro, con oltre 100 mila forme caudute e 260 mila forme danneggiate dalla scossa di ieri. “Per i nostri 9 caseifici e ai 4 magazzini colpiti duramente da questa sciagura – spiega Stefano Berni, direttore generale del Consorzio – è stata decisa la sospensione dei pagamenti delle rate consortili e le forme distrutte saranno considerate come mai prodotte. Il formaggio danneggiato andrà nelle celle frigo per essere destinato alla fusione con un intervento auspicabile della Comunità Europea per gli indigenti”. Il Consorzio ha formalmente rivolto un appello a privati, ristoratori, commercianti e catene di distribuzione, al fine di aumentare le vendite per risollevare i produttori dalla crisi: “mai come in questo momento – sottolinea Benni – è importante sostenere la filiera della qualità. Grana Padano e Parmigiano Reggiano sono veri fiori all’occhiello del made in Italy e in questo momento difficile l’appello è quello di acquistare solo formaggio di qualità, marchiato e certificato. Attenzione a non farvi ingannare da similari o scimmiottature che nulla hanno a che vedere con il Grana Padano vero, quello prodotto nelle zone colpite dal terremoto, o da possibili speculazioni che in frangenti come questo possono verificarsi ai danni dei consumatori”.

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