Confindustria: Fiat non esce dall’associazione

    In queste settimane, ci sono trattative convulse tra i vertici Fiat e quelli confindustriali, alla ricerca di una soluzione che salvi l’interesse di entrambe le parti.

    Da un lato, l’ad Fiat Marchionne, il quale non potendo utilizzare tutti gli strumenti per la ricontrattazione del lavoro, presso gli stabilimenti italiani, a causa delle regole comuni in Confindustria, minaccia di uscire dall’associazione industriale, in quanto quegli strumenti sarebbero utili a una maggiore competitività aziendale, all’interno del nuovo contesto internazionale.

    Dall’altro lato, c’è la Confindustria, che pur condividendo le esigenze e il merito delle questioni poste da Marchionne, deve fare i conti con la base degli iscritti, che avendo ciascuno di essi esigenze diverse, ritiene ingiusto che le deroghe valgano per un solo soggetto; e i vertici di via dell’Astronomia temono uno svuotamento, così, delle funzioni associative.

    Ma l’accordo che si sarebbe trovato non è un mistero. Pare che i nuovi investimenti per Mirafiori convoglierebbero ufficialmente in una newco, ossia in una società formalmente distinta, che essendo nuova, non farebbe parte di Confindustria e delle sue regole sulla contrattazione e relazioni industriali.

    Questo è ciò che trapela da giorni dalle parole di Marchionne; ciò è anche quanto conferma Bombassei, vice-presidente della Confindustria.

    In sostanza, non è Fiat che uscirà da Confindustria, bensì una sua nuova creatura, almeno per un primo periodo. Poi, chissà!

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