Conte è il miglior tecnico del mondo

In questi giorni la capitale mondiale del calcio é sicuramente Dubai poiché città ospitante di una delle più importanti manifestazioni dedicate ai riconoscimenti dei grandi del pallone, il “Globe Soccer Award“.
Con un pò di sorpresa a vincere il premio come miglior allenatore internazionale dell’anno é il coach della Juventus Antonio Conte, capace di vincere la concorrenza di tecnici del calibro di Klopp (Borussia Dortmund), Benitez (Napoli) e Ancelotti (Real Madrid) e di spodestare il tecnico del Chelsea Josè Mourinho.
Per dovere di cronaca é giusto ricordare che si sono tirati fuori dalla corsa per l’ambito premio, perché ritiratisi: Sir Alex Ferguson, Tito Vilanova ma soprattutto Heynckes, artefice dell’ultimo triplete del Bayern Monaco, non a caso premiata come la squadra migliore del 2013 proprio negli Emirati.

Lo juventino é stato scelto da una giuria composta da 15 membri nella quale figuravano anche Adriano Galliani (ad, Milan), Luis Figo (ambasciatore Inter) e il ct della Russia Fabio Capello.
Un riconoscimento maturato grazie alla continuità avuta dalla squadra del tecnico pugliese che ha vinto lo scudetto per 2 anni di fila, tra record d’imbattibilità e una percentuale di vittorie sempre elevata (oggi si attesta intorno al 65%), a ciò si sommano le 2 Supercoppe Italiane ed un gioco costantemente fluido e offensivo.

Questa la risposta di Conte ai microfoni di Sky quando gli si chiede come si diventa il migliore del mondo, “penso di essere un allenatore emergente che sta facendo bene, supportato dalla società, con delle idee e con dei calciatori che credono in queste idee“.
Unico neo di questi due anni di gestione é la mancata conferma in Champions League con la pesante sconfitta sotto la nevicata di Istanbul, per la quale Conte rimprovera per primo se stesso per essersi ridotto all’ultima partita utile per poter accedere al turno successivo.
Lui però afferma di essere sicuro che un giorno la vincerà, consapevole che ci siano diverse squadre favorite oggi per potenzialità economiche inimmaginabili, ma sicuro del fatto che non bastano i soldi spesi per vincere una Champions, quello che fa la differenza é il lavoro svolto e la dedizione durante tutti gli allenamenti.
La conferma di ciò in ambito nazionale l’ha data proprio la sua prima Juve, vincendo un campionato senza perdere una partita, seppur reduce da due settimi posti, trascinata dal tridente Pepe, Matri, Vucinic. Quella squadra si è imposta senza timori sul Milan scudettato di Thiago Silva, Ibrahimovic e dell’ormai ex talento Pato.

Adesso bisogna pensare solo a lavorare, c’é la Roma pronta a dare battaglia alla Vecchia Signora e poi c’é quella finale di Europa League allo Juventus Stadium che il tecnico bianconero ha già inserito tra i nuovi buoni propositi per il 2014.

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