Contraffazione: business in costante aumento

Per avere una borsa Louis Vuitton o Gucci molti appassionati di moda sarebbero disposti a tutto, persino a non fare la spesa per tre settimane.
Purtroppo c’è chi non apprezza l’autenticità del prodotto e pur di ostentare qualcosa di fittizio, creando un’icona di immaginifica aurea fashion, è pronto non solo a sguardi indiscreti ma, soprattutto, è pronto incautamente ad incrementare le casse della criminalità organizzata.

La Guardia di Finanza è impegnata costantemente nel cercare di far fronte a questa emergenza e attraverso la ricerca attiva della Direzione Generale; per l’analisi, l’individuazione e la quantificazione della merce contraffatta studia in maniera concreta l’impatto della falsificazione a livello macroeconomico (di Sistema-Paese) e microeconomico (consumatori, imprese, settori produttivi). Il corpo delle fiamme gialle, inoltre, effettua sequestri e prende in considerazione le diffuse affiliazioni con le società criminali, attua indagini sui consumi di prodotti contraffatti nonché sulle percezioni dei consumatori e sui settori maggiormente colpiti dal fenomeno.Rappresentano una fonte autorevole gli studi compiuti sulla quantificazione della contraffazione online e sulle caratteristiche che il fenomeno assume in ambiente Internet anche con riferimento al web 2.0.

Una piaga sociale che con l’operazione denominata “Via della Seta”, condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Napoli coordinati dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, ha visto un sequestro di merce per oltre 3 milioni di euro e 49 misure cautelari.
Calzature, abiti e accessori importanti dalla Cina erano pronti ad essere messi in commercio.

Caso analogo si è verificato a Padova. La Guardia di Finanza ha concluso recentemente un’operazione che ha portato al sequestro di circa 53.000 articoli con marchio “finto”, per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro.

Come è possibile leggere all’interno del sito GDF la contraffazione fra i numerosi effetti negativi provoca:

• un danno economico per le imprese connesso alle mancate vendite, alla riduzione del fatturato, alla perdita di immagine e di credibilità, alle rilevanti spese sostenute per la tutela dei diritti di privativa industriale a scapito degli investimenti e di iniziative produttive (numerose imprese si avvalgono dell’aiuto di agenzie investigative);

• un danno e/o un pericolo per il consumatore finale, connesso alla sicurezza intrinseca dei prodotti, specie in alcuni settori come quello farmaceutico (preparati contraffatti hanno cagionato la morte di pazienti), automobilistico (ricambi non originali hanno provocato incidenti mortali) ed alimentare (con intossicazioni di varia natura). La contraffazione, infatti, determina un inganno ai danni dei consumatori in quanto viene svilita la funzione tipica del marchio che è quella di garantire l’origine commerciale dei prodotti (cd. funzione distintiva);

• un danno sociale connesso allo sfruttamento di soggetti deboli (disoccupati o, prevalentemente, cittadini extracomunitari) assoldati attraverso un vero e proprio racket del lavoro nero, con evasioni contributive e senza coperture assicurative ed alla conseguente perdita di posti di lavoro;

Questi tre punti presi in considerazione devono sollecitare tutti a non acquistare merce contraffatta poiché si arreca un danno alla società e soprattutto all’individuo. I mancati controlli di sicurezza, la non presenza di opuscoli o etichette sono la dimostrazione della totale assenza di accertamenti che potrebbero comportare problemi anche per la nostra salute.

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