Crac Parmalat, Tanzi condannato a 18 anni

    Era sin troppo attesa. Sono trascorsi ben 7 anni esatti, da quando, nel dicembre del 2003, esplose il caso Parmalat, creando quello che al tempo fu definito il crac più importante al mondo di sempre. Poi ci fu l’americana Enron che rubò l’indegno scenario internazionale e da allora i parallelismi si sono sempre fatti; perchè i responsabili della bancarotta della Enron sono già stati condannati a pene severissime da tempo, oltre ad avere, di fatto, subito una morte civile pubblica.

    Sulla Parmalat, lo scetticismo delle associazioni che rappresentano gli interessi degli stakeholders truffati e della stessa opinione pubblica erano evidenti.

    Ieri, però, non solo le condanne di primo grado sono arrivate, ma persino con maggiore severità delle attese, della stessa accusa, che, in qualche caso, si era rassegnata a chiedere meno delle pene effettivamente poi comminate dai giudici.

    Calisto Tanzi, ex patron della Parmalat, a cui il Presidente Napolitano, qualche settimana fà, aveva ritirato il titolo di Cavaliere, per indegnità, e Sergio Tonna sono stati riconosciuti dal Tribunale di Parma responsabili dell’enormità di reati, che andavano dalle fatture false alla falsificazione dei bilanci a falsi contratti di vendita, il tutto per nascondere sotto il tappeto la polvere di un debito di ben 14 miliardi di euro, con azionisti-risparmiatori e obbligazionisti ignari, che hanno acquistato titoli ufficialmente molto quotati, di fatto carta straccia.

    Le condanne sono in tutto quindici, ma quelle che fanno più notizia sono i 18 anni a Tanzi e i 14 anni a Tonna; quest’ultimo forse andrà in carcere davvero.

    Il caso giudiziario non è ovviamente finito; ci saranno l’appello e la Cassazione. La strada è ancora lunga!

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