Cresce l’indebitamento delle famiglie, è allarme

    Le famiglie italiane sono tradizionalmente risparmiatrici, questo lo sappiamo.

    Fino alla metà degli anni Novanta, Italia e Giappone vantavano tassi di propensione al risparmio, che non avevano riscontro in alcun altro Paese occidentale.

    Poi, complice la convergenza verso politiche monetarie e fiscali più europee, oltre che a un andamento stagnante del reddito, i tassi di risparmio sono via via calati, fino ad assestarsi a livelli medi della UE, o addirittura un pò sotto.

    Oggi, a due anni dall’inizio della crisi mondiale, che ha defalcato i redditi delle famiglie, da un’analisi della CGIA di Mestre, si registra un indebitamento medio per famiglia di circa 20 mila euro; una sconfessione apparente dell’immagine dell’italiano-formica risparmiatore.

    A soffrire di più, statisticamente, sarebbero Roma e Milano, con indebitamenti medi, ben oltre i 28 mila euro. Ma, si fa notare, dall’istituo di Mestre, in realtà queste città sono le meno colpite dalla crisi; l’alto livello medio di debiti per famiglia rispecchia in realtà le dinamiche del mercato immobiliare, in quelle aree.

    A preoccupare, invece, sarebbero le città meridionali, che hanno visto crescere l’indebitamento, da Crotone a Benevento, da Caltanissetta a Enna, segno che la crisi ha colpito, in particolare, le zone più povere del Paese.

    Ma forte preoccupazione è il boom dell’indebitamento delle famiglie toscane, con molte città che vedono una crescita vicina al 50%. Una situazione di allarme.

    Fino ad ora, la crescita del debito privato ha finanziato i  consumi privati, ma attenti alle conseguenze!

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