Cuba, oggi Fidel festeggia 85 anni e L’Avana sarà in festa

    Oggi l’ex Lider Maximo, Fidel Castro, spegnerà le sue 85 candeline al Teatro Karl Marx di L’Avana, il cui inconfutabile nome dimostra l’aria ideologica che si respira ancora molto forte a Cuba, nonostante si sia in una fase di lentissima e graduale transizione verso un nuovo modello economico. Tutta la Nazione, infatti, dovrà essere in festa per cinque giorni per rendere omaggio “alla vita di un uomo, di un popolo e alla Revolucion, che hanno regalato dignità, sovranità e solidarietà alla storia dell’umanità”, per dirla con le parole di Alfredo Vera, che sarà il responsabile dei festeggiamenti in onore di Fidel. Resta da vedere quali possano essere gli ospiti d’onore. Si vocifera che possano arrivare nell’isola il presidente venezuelano Hugo Chavez e il calciatore argentino Diego Armando Maradona. Il primo, tuttavia, è reduce proprio di un intervento alla prostata per rimuovere un tumore, effettuato proprio a Cuba. Non si sa ancora nulla di certo, magari per non rovinare la sorpresa a Fidel.

    L’uomo, che oggi compie 85 anni, è arrivato al potere a Cuba nel 1959, quando entrò trionfante a L’Avana, con i cosiddetti “bardudos”, avendo cacciato il precedente dittatore Batista. Da allora, l’isola fu sotto suo stretto dominio e Fidel Castro divenne padre e padrone di Cuba, con un potere tanto lungo, quanto illimitato.

    Dal 1959 al 2006, il suo potere politico e istituzionale fu ininterrotto, ma un ictus e la malattia che ne seguì lo costrinsero pian piano a ritirarsi dalla scena pubblica, lasciando il potere nelle mani del fratello Raul. Dal 2006 all’aprile del 2011, Raul ha gestito il potere nel nome di Fidel, ma lo storico congresso del Partito Comunista Cubano di quest’anno ha sancito la fine ufficiale del suo lungo regno, con lo stesso Fidel che ha deciso di non presentarsi più in gara per la poltrona di segretario del partito, passata in consegna al fratello Raul.

    La fase post-Fidel sarà molto difficile, con un’economia in ginocchio e senza alcuna prospettiva, essendo ancora caratterizzata da un forte comunismo che non consente neppure la proprietà della casa. Per questo sono in atto riforme che il regime definisce semplici accorgimenti, ma che hanno il sapore di un tiepido passaggio all’economia di mercato, per sfruttarne i vantaggi in termini di maggiore crescita e vivacità. Difficile, tuttavia, che sia la stessa classe dirigente ultrasettantenne della Revolucion che possa guidare la transizione al libero mercato.

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