I “Cuori senza età” non saranno più cuori femminili

Tra il 1985 e il 1992 andò in onda in Inghilterra una serie televisiva dal nome “The Golden Girls”, successivamente trasmessa in Italia come “Cuori senza età”. Le quattro protagoniste della sitcom, anziane, single e coinquiline divennero un simbolo di modernità oltre che lo specchio di un divario sociale che sembra oggi essere quasi colmato: quello tra longevità maschile e femminile.

Uno studio condotto dalla Public Health England, organo consultivo del governo britannico, mostra come in più di cento aree dell’Inghilterra, il “gap” tra sopravvivenza maschile e femminile si sia incredibilmente ridotto. L’aspettativa media di vita maschile è infatti aumentata, dall’inizio del secolo, di tre anni, contro i due anni di quella femminile.

Una rimonta, quella dei maschietti, ancor più evidente in aree come il West Sussex, in cui la longevità maschile supera quella del gentil sesso di ben tredici anni, per poi arrivare ad altre nove aree in cui il divario è stabile tra i due e i cinque anni.

La popolazione vive più a lungo in generale, ma l’era delle Golden Girls sembra stia lasciando il posto a quella dei Golden Boys: lo stile di vita, il modello d’istruzione, l’attività lavorativa sono tutti fattori che hanno influenzato, negli ultimi anni, l’incremento delle previsioni di sopravvivenza del sesso forte.

Accorgimenti questi che devono essere attuati dallo Stato e dai servizi locali, come afferma il professor John Newton, del Public Health England. “Nonostante questo aumento complessivo di benvenuto, profonde disuguaglianze nella speranza di vita persistono in tutto il paese, tra uomini e donne e tra le aree più e meno svantaggiate. L’evidenza è chiara – la probabilità di una persona di morire presto varia ampiamente tra le aree a causa delle differenze nei fattori di rischio come il sovrappeso, la mancanza di esercizio fisico, il consumo eccessivo di alcool e fumo, ma questi fattori sono anche strettamente legate alla privazione economica e di altri aspetti del nostro modo di vivere che può essere fuori dal controllo di ogni individuo. Se vogliamo cambiare l’attuale modello di mortalità precoce, gli enti pubblici devono lavorare insieme con l’industria e la popolazione locale per creare comunità sane e luoghi salubri per la popolazione”.

L’ideale, nonostante questi dati, sarebbe poter invecchiare insieme alla propria metà, dimenticando statistiche e previsioni.

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