Dal più piccolo al più grande: ritratti di animali in via d’estinzione

Il celebre fotografo del National Geografic, Joel Sartore, ha deciso di documentare degli animali a rischio d’estinzione, per mostrare a tutti che cosa stiamo perdendo. Il fotografo ha scelto di ritrarre tutte le creature più o meno piccole nello stesso grandezza e in primo piano, in modo da dare uguale importanza a tutti, indipendentemente dalle dimensioni. “Con i ritratti riesco a mettere tutti sullo stesso piano di creature più grandi e imponenti, come i leoni“.

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Inoltre, Sartore è il fondatore di Photo Ark, un archivio online di immagini di specie che rischiano di sparire per sempre, o sono già scomparse. Una vera e propria arca fotografica, che si prefigge di documentare più specie possibili, utilizzando come testimonial animali in cattività, con l’obiettivo di attirare l’attenzione del pubblico su tutte queste specie e sensibilizzarle sul tema della conservazione, prima che sia troppo tardi. Alcuni animali si sono estinti da quando Sartore li ha immortalati, altri sono in bilico per la loro sopravvivenza. Vediamo quali sono:

LEOPARDO DELL’AMUR (Panthera pardus orientalis)
Noto anche come leopardo della Manciuria e leopardo dell’Estremo Oriente, è una sottospecie di leopardo originario delle zone montane della taiga e altre foreste temperate in Corea, Cina nord-orientale e della Russia orientale. Si tratta di uno dei più rari felini del mondo, con 34 individui rimasti in natura. Considerate in pericolo critico, vale a dire ad un passo dall’estinzione in natura.

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RINOCERONTE DI SUMATRA (Dicerorhinus sumatrensis)
Il suo habitat naturale sono le foreste pluviali, le paludi e le foreste della nebbia di India, Bhutan, Bangladesh, Myanmar, Laos, Thailandia, Malaysia e Indonesia. Gravemente minacciato e in natura ne rimangono solamente sei popolazioni di maggiore entità. Il numero degli esemplari si aggira intorno ai 275 esemplari. Il declino di questa specie va attribuito per lo più al bracconaggio per i suoi corni, uno sul naso e l’altro a un moncone, di grandissimo valore nella medicina tradizionale cinese.

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ADDAX (Addax nasomaculatus)
Noto anche come antilope dalle corna a vite, è un’antilope del deserto, che vive in alcune regioni isolate del deserto del Sahara. Si differenzia dalle altre antilopi per avere grandi denti di forma squadrata come i bovini e per essere priva delle caratteristiche ghiandole facciali. È una creatura notturna: trascorre le ore del giorno in depressioni del suolo che scava con gli zoccoli. Sebbene nel suo ambiente naturale sia ormai estremamente raro, è piuttosto comune in cattività e si riproduce regolarmente in fattorie dove viene cacciato per le sue splendide corna. Attualmente rimangono in natura meno di 500 addax, mentre in cattività ve ne sono poco meno di 860.

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AGALYCHNIS MORELETII
Rana arboricola originaria del Messico e di altri paesi latinoamericani. Come tanti altri anfibi in giro per il mondo, la rana è minacciata non solo dalla distruzione del suo habitat, ma anche dalla devastante epidemia del fungo chitride. Gli scienziati prevedono che nel giro di dieci anni la sua popolazione sarà ridotta dell’80%.

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INSETTO STECCO DELL’ISOLA DI LORD HOWE (Dryococelus australis)
Insetto dell’ordine dei fasmidi. Si pensava fosse estinto dal 1930, ma è stato riscoperto nel 2001. È estinto nel suo habitat più esteso, l’isola di Lord Howe, ed è stato battezzato come “il più raro insetto del mondo”, dato che la popolazione che è stata riscoperta consisteva in poco più di trenta individui che vivono nel piccolo isolotto della Ball’s Pyramid.

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IBIS EREMITA (Geronticus eremita)
L’ibis eremita è un uccello pelecaniforme della famiglia dei Treschiornitidi. La specie era piuttosto diffusa lungo le zone rocciose e le scogliere di Europa meridionale, Medio Oriente e Nordafrica. La popolazione di ibis ha subito un calo drastico all’inizio del XX secolo, dovuto a vari fattori, come la caccia di frodo e la distruzione dell’habitat per far posto ad allevamenti e piantagioni di tipo intensivo, l’utilizzo di fitofarmaci, il disturbo delle rotte migratorie e delle colonie riproduttive a causa dell’eccessiva antropizzazione. Attualmente è scomparso dalla maggior parte dell’habitat originario e allo stato selvatico ne rimangono solo poche colonie isolate in Marocco e Siria, per un totale mondiale di circa 550 individui selvatici. Colonie semiselvatiche o in cattività sono presenti in Europa con circa un migliaio di esemplari.

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GORILLA DI PIANURA OCCIDENTALE
Le popolazioni della specie vivono nelle foreste africane e sono drammaticamente calate a causa della caccia e delle epidemie del morbo di Ebola. La sottospecie gorilla di Cross River è ormai ridotta a pochi individui, tra 100 e 200, confinati in una ristretta area al confine tra Nigeria e Camerun.

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OPOSSUM PIGMEO DI MONTAGNA (Burramys parvus)
L’opossum pigmeo di montagna è un mammifero della famiglia dei Burramidi. È l’unico mammifero australiano che vive in ambienti di alta quota. La costruzione di stazioni sciistiche o di altri centri di montagna ha distrutto aree del suo habitat, portandolo sull’orlo dell’estinzione.

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COCCODRILLO DELLE FILIPPINE (Crocodylus mindorensis)
È un coccodrillo di acqua dolce, relativamente piccolo. Il suo habitat è costituito da laghi, specchi d’acqua, che sono stati sostituiti da risaie. Questo coccodrillo si trova esclusivamente nelle Filippine. Questa specie è gravemente minacciata ed è a rischio critico di estinzione. Oggi ne sono probabilmente rimaste poche centinaia allo stato selvatico.

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ORANGO DI SUMATRA (Pongo abelii Lesson)
Queste grandi scimmie originarie dell’isola indonesiana di Sumatra sono quasi esclusivamente arboricole. Il pesante disboscamento staportando questa specie all’estinzione. Si calcola che la loro popolazione sia calata dell’80 per cento negli ultimi 75 anni, e che ne restino in natura non più di 7.300. L’orango di Sumatra è la più rara delle due specie esistenti d’orango.

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LUPO MESSICANO (Canis lupus baileyi)
È la sottospecie di lupo più rara dell’America del Nord, ed è classificata a grave rischio di estinzione dalla IUCN. Un tempo viveva in un’areale che comprendeva Messico, Texas, New Mexico e Arizona. Con la diminuzione delle prede e del suo habitat, iniziò ad attaccare il bestiame, e gli allevatori lo cacciarono fino all’estinzione in natura, avvenuta negli anni 50. Grazie ai programmi di riproduzione in cattività oggi sopravvivono qualche centinaio di esemplari, e negli anni Novanta sono iniziati i tentativi di reintroduzione della specie sulle montagne Blue Range in Arizona.

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OKOPIPI (Dendrobates tinctorius)
Nota con il nome indigeno di okopipi, questa caratteristica rana blu presenta sulla pelle molte ghiandole che secernono potenti alcaloidi utilizzati come difesa naturale verso i predatori. Originaria di Brasile, Guyana e Suriname, raggiunge i circa 5 centimetri di lunghezza. Il suo declino è dovuto all’uso che ne fanno le popolazioni indigene. La utilizzano per tingere i pappagalli a scopo rituale: li spennano, sfregano la rana sulla pelle esposta, e le penne degli uccelli ricrescono gialle e rosse anziché verdi.

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Dobbiamo avere cura e rispetto di tutte le specie viventi, perché ognuna di esse svolge un importante ruolo nel delicato equilibrio della vita e dell’ecosistema.

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