I pronostici lo davano per favorito, i critici e il pubblico lo hanno acclamato, a Jared Leto non mancava altro che salire sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles a ritirare un Oscar che praticamente era suo di diritto. E lo ha fatto. Il fontman dei 30 Seconds to Mars ha vinto l’Oscar come ‘migliore attore non protagonista’ per il drammatico e toccante ruolo del travestito malato di Aids in ‘Dallas Buyers Club’.

Straordinaria la metamorfosi a cui si è dovuto sottoporre l’attore per il film diretto da Jean-Marc Vallée (ispirato a una storia vera). Quindici chili in meno e un pesante make up sul volto per calarsi alla perfezione nei panni del transessuale Rayon che fondò, insieme a Ron Woodroof (interpretato da Matthew McConaughey) il Dallas Buyers Club, per consentire ai malati di Aids di assicurarsi cure sperimentali alternative.

Da Teen idol negli anni ’90 a uno degli interpreti più acclamati di Hollywood, Leto inizia a mettersi in luce col ruolo del rubacuori Jordan Catalano nella serie tv ‘My So-Called Life’ (1994) accanto a Claire Danes. Il debutto al cinema risale all’anno successivo con ‘Gli anni dei ricordi’, seguito da numerosi film dove la costante sembra sempre essere l’estrema trasformazione fisica. Dall’eroinomane Harry Goldfarb in ‘Requiem for a Dream’ di Darren Aronofsky al ragazzo che si fa sfigurare in ‘Fight Club’, fino all’assassino di John Lennon in ‘Chapter 27’ (ruolo per cui è ingrassato 27 Kg), le scelte cinematografiche di Jared Leto non sono mai ovvie e scontate. E questo gli consente sin da subito di ottenere l’attenzione e il plauso della critica.

Ma il cinema non è tutto per questa eclettica star, e nel 1998 assieme al fratello Shannon fonda la band 30 Seconds to Mars. Anche nelle vesti di rockstar il successo internazionale è immediato. E ormai le due carriere, musicale e cinematografica, vanno di pari passo. Jared Leto sforna dischi e film a ritmo continuo, fino ad arrivare a ‘Dallas Buyers club’, la pellicola della consacrazione, per cui ha già vinto un Golden Globe, un Satellite Award, l’Independent Spirit Award e ora anche l’Oscar a suggellare il suo ingresso ufficiale nell’olimpo delle grandi stelle.