I danni economici alle imprese alluvionate in Sardegna

La furia del ciclone Cleopatra, abbattutasi in questi giorni sul territorio sardo, travolge anche l’agricoltura. Attualmente i trattori della Coldiretti sono all’opera per liberare le strade e ripristinare l’accesso alle strutture agricole, mentre gli agriturismi Terranostra si impegnano nel dare alloggio agli sfollati.

Oltre ai danni diretti con greggi di pecore dispersi, impossibilità di foraggiare i capi di bestiame, campi e frutteti alluvionati, sono ancora non quantificabili i danni indiretti causati dal maltempo al settore primario, linfa vitale dell’economia sarda.
Secondo quanto riportato dalla Coldiretti, il rischio idrologico non riguarderebbe solo la Sardegna, ma ben l’82 per cento dei comuni italiani, non a caso il maltempo sta colpendo anche altre parti della penisola quali la Calabria e la Puglia.

Una decisa critica proviene anche dalla Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) che in un suo comunicato afferma: “Dal 1950 a oggi si sono spesi più di 200 miliardi di euro per riparare i danni causati da calamità naturali. Sarebbe bastato destinare il 20 per cento di questa cifra a opere di manutenzione del territorio per limitare le disastrose conseguenze e soprattutto le perdite umane“.

Secondo la CIA sarebbero necessari interventi concertati tra Governo, regioni e consorzi locali, in primis quelli di bonifica. Dello stesso avviso Gerardo Beneyton, presidente di Caseus Montanus, che dopo aver espresso solidarietà nei confronti del popolo sardo sottolinea come i veri guardiani della stabilità idrologica del territorio siano gli agricoltori e come in tal senso i mancati investimenti in tal settore si stiano pagando in vite umane e disastri naturali.

Sull’emergenza abbandono delle campagne si esprime ancora la Coldiretti di Roberto Moncalvo: “A questa situazione non è certamente estraneo il fatto che un modello di sviluppo sbagliato ha tagliato del 15 per cento le campagne e fatto perdere negli ultimi venti anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivata. Ogni giorno viene sottratta terra agricola per un equivalente di circa 400 campi da calcio (288 ettari) che vengono abbandonati o occupati dal cemento“.

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