Deferito Miccoli per le frasi offensive nei confronti di Falcone

Una vicenda che andava avanti da mesi, da quel 22 giugno quando uscirono le intercettazioni della polizia tra Fabrizio Miccoli (in quel periodo capitano del Palermo) e Marco Lauricella (amico di Miccoli, e sotto indagine dalla polizia).
Vediamoci davanti all’albero di quel fango di Falcone“. Questa la frase più volte ripetuta dall’ex bandiera rosanera.

L’intera Palermo, che più volte lo aveva osannato, gli si mise contro perché colpevole di aver insultato uno dei simboli più importanti della lotta alla Mafia. Sono ancora ben stampate nella nostra mente le immagini, qualche giorno dopo l’accaduto, di un Miccoli straziato in conferenza stampa che chiede scusa alla città, in preda alle lacrime. A nulla servirono le scuse pubbliche, il Palermo infatti non gli rinnovò il contratto e lui, dopo 6 anni, lasciò la città e firmò un contratto con il Lecce.

Questa brutta storia è giunta oggi al termine, è uscita infatti la sentenza che lo deferisce secondo l’art.1 del codice di giustizia sportiva “per avere violato i doveri di lealtà, probità e correttezza, offendendo la memoria del giudice Giovanni Falcone, pronunciando la frase, poi riportata da vari quotidiani, ‘quel fango di Falcone

Anche il Palermo inoltre, dopo al pesantissimo danno di immagine subito per mano del suo ex capitano, è stato deferitoper responsabilità oggettiva, per le violazioni addebitate al proprio calciatore“. Siamo dunque giunti al termine di questa brutta vicenda, la giustizia ancora una volta ha seguito la sua strada e noi ci auguriamo con tutto il cuore che vicende come questa non si ripetano mai più.

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