Deficit UE, bene Italia. Noi meglio della media!

    La notizia è di quelle a cui il Belpaese è poco abituato, negli ultimi tempi. Eppure, i dati sono incontrovertibili e certificano una situazione dei conti pubblici nostrani, di gran lunga migliori dalla media dei Paesi UE, soprattutto migliori dei Paesi-chiave.

    Dal 2009 al 2010, la media del deficit europeo sul pil è salita dal 2,8% al 6,8%. Una vera e propria esplosione di indebitamento, dovuta alla crisi economica, che ha colpito, da questo punto di vista soprattutto i Paesi della vecchia UE, cioè la parte occidentale.

    L’Italia, appena al di sopra del 5%, si colloca, quindi, tra i Paesi più virtuosi, di gran lunga sotto Grecia, Irlanda, Spagna, Regno Unito, Francia e Germania. 

    Ciò è dovuto essenzialmente a due fattori: l’Italia non ha avuto la necessità di salvare banche a rischio fallimento, come è successo in Germania e Regno Unito; la politica economica del governo italiano è stata improntata a una forte prudenza fiscale, data la situazione dei nostri conti pubblici pregressi, cioè dell’alto rapporto debito/pil.

    Sotto quest’ultimo aspetto, invece, il nostro Paese non gode di buona salute, essendo tra i più indebitati d’Europa. Ma non il più indebitato. Se la media UE è passata in un anno dal 68% al 78% del pil, la Grecia balza al primo posto, con un rapporto di oltre il 126% e l’Italia segue a ruota, con 115% e passa.

    Ma i dati parlano chiaro. La gestione della crisi in Italia è stata più oculata, con un deficit, invidiabile da Paesi come il Regno Unito, che pur vantando un debito relativamente basso, ha un deficit attuale di ben oltre l’11%.

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