Diaco a Bloglive: “Inizi precoci, Rtl 102.5 e Costanzo: vi racconto tutto”

Lo speaker di Rtl e la full immersion della sua carriera. Con un sogno nel cassetto...

Passione innata. Pierluigi Diaco, immerso nel mondo della comunicazione ancora non maggiorenne, è intervenuto ai microfoni di Bloglive.it per raccontare la sua storia: dai primi passi sino a Rtl 102.5 dove è il protagonista, con Iolanda Granato, di Onorevole Dj e dal 9 settembre di Radio Costanzo Show.

La tua carriera prende piede sin da giovanissimo: a sedici anni muovi i primi passi. Che ricordi hai di quel periodo?

“Avevo una buona dose di incoscienza ed è sempre molto divertente. Non sai cosa ti aspetti, fai le cose mosso dalla passione e dall’impeto. Era come diventare un vulcano in eruzione non ancora strutturato come persona. Lavorare in radio e in tv mi portava ad essere entusiasta, quasi però inconsapevole della potenza di quei mezzi. Ero uno strumento, un oggetto della comunicazione e non un soggetto”

Quando ti sei accorto di tutto questo?

“L’incoscienza ti porta a fare degli errori, innanzitutto. E quando vengono riconosciuti come tali, fanno male sicuramente. Però aiutano a prendere le misure, ad acquistare consapevolezza. Ti rendi conto che bisogna strutturarsi un po’ prima di utilizzare strumenti di comunicazione che rischiano di mangiarti. Nel mio caso l’età anagrafica è stata un vantaggio all’inizio, perché stupiva che un ragazzo di quell’età utilizzasse con facilità radio e televisione.

Il ricordo più bello della tua carriera sino ad oggi.

“L’incontro con Sando Curzi, che è stato uno dei più importanti giornalisti italiani. Allora era direttore del Tg3 ed è stata la prima persona che si è accorta della vera passione con cui io volevo fare questo mestiere. Mi ha dato ascolto, complicità e una grande amicizia. E poi l’incontro con Maurizio Costanzo: per me sono stati due incontri che non posso dimenticare”

A proposito di Maurizio Costanzo: come lo descriveresti?

“Un uomo profondamente curioso, e non è poco. Solitamente quando uno attraversa una vita come la sua, tende ad avere una dimensione più conservatrice dell’esistenza. Lui invece è ancora molto curioso e credo sia un aspetto che lo rende unico. Siamo allenati a lavorare insieme (ride)”

Quali emozioni, invece, ti porti dietro in Onorevole Dj?

“Il tasso delle emozioni è molto variegato. Per me la radio è terapeutica: perché ho il piacere di condurre una trasmissione e di ascoltare le storie degli altri. Onorevole Dj è la mia vita, faccio radio da venti anni e non ci potrei vivere senza. È lo strumento che mi dà la possibilità di capire cosa pensa la gente, cosa accade nel loro mondo ed è una sorta di analisi collettiva. Ed è un privilegio per me, più che un’emozione”


Rtl è la radio degli ascoltatori.

“Certo, sono il denominatore comune di ogni programma. Forse è ciò che ci distingue dagli altri: questo rapporto familiare con la gente, noi siamo al loro servizio e in tanti anni si è creato un vero rapporto tra conduttori e ascoltatori. Senza filtri”

C’è qualche errore che vorresti cancellare?

“Potrei rispondere di sì, ma dico di no. Perché il tempo aiuta ad innamorarsi dei propri errori ed anche quelli rientrano nell’armonia della vita”

L’esperienza che oggi vorresti fare.

“Diventare padre”

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