Discriminazione professionale: la denuncia di una afro

Sette donne in carriera, sette pettinature “afro” e un solo tipo di abbigliamento: quello del businness man.
Questo era l’oggetto delle foto di Endia Beal, un progetto intitolato “Can I Touch It?”, creato per denunciare in modo simpatico e originale la discriminazione sui luoghi di lavoro nei confronti delle donne e delle minoranze raziali.

Posso toccare?”, perché questo titolo? Da poco laureata a Yale in Belle Arti, Endia Beal, donna dalla pelle nera, frequentava un tirocinio nell’IT department dell’Università ed era circondata da colleghi uomini, bianchi. Tutti i colleghi erano affascinati dalla sua pettinatura afro, per questo la Beal ha pensato bene di montare due telecamere al centro dell’ufficio e ha permesso a tutti gli uomini di toccare la sua acconciatura.
L’esperienza per tutti loro è stata “strana”, per la prima volta hanno toccato dei capelli afro.

Da lì l’idea di unire la figura del businessman di successo ai due aspetti più discriminati nel mondo del lavoro: il sesso e la razza. È così che è nato il soggetto impresso nelle sette foto scattate a donne in carriera. L’effetto sorpresa sottolinea il contrasto tra le pettinature “black”, l’abbigliamento “del successo” e le figure femminili.

Lo scopo del progetto? “Ho voluto esplorare lo spazio aziendale e come lo donne si sentono al suo interno“, ha spiegato la Beal all’Huffington Post. Secondo la neo-laureata le persone si modellano a seconda del luogo in cui si trovano. Lei la chiama “performativity”, un’idea che va oltre la razza, il sesso e la generazione.

[Fonte: huffingtonpost.it]

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