Dopo Natale a Cortina, la Finanza sbarca a Portofino

    E’ un gran parlare di Cortina, in questi giorni e non tanto per il cine-panettone di Christian De Sica, quanto per i controlli della Guardia di Finanza, che ha deciso di passare al setaccio le dichiarazioni di quanti si permettono di andare in vacanza nelle località di lusso, con auto di grossa cilindrata e frequentazioni in locali costosi e di grido, ma poi rivelano al fisco un’esistenza materiale da italiano medio e nel migliore dei casi.

    E così i controlli a Cortina sono stati estesi a tappeto, nelle giornate appena trascorse e si è scoperto che molti turisti di élite dichiarano redditi imbarazzanti, che non potrebbero sostenere certe spese così costose.

    Ma la località sciistica ha fatto scuola e da ieri c’è un’altra località nel mirino dei finanzieri, Portofino. Il ragionamento è semplice: controllare le targhe, le barche di lusso, in modo da risalire ai proprietari e fare controlli incrociati con le loro dichiarazioni. Ma non sono solo i turisti a fare le spese del nuovo corso di stretta fiscale. Anche bar, locali notturni, ristoranti, farmacie, etc., sono stati controllati, per verificare il rilascio dello scontrino.

    L’esito è stato meno pessimo del previsto. Solo in un caso su dieci si è riscontrata l’assenza dello scontrino o ricevuta, mentre la stessa GdF ammette che lo scorso anno, allo stesso giorno, la percentuale era di un quarto.

    Lo chiamano già “effetto Cortina” e starebbe spingendo in commercianti a una maggiore cautela nel fare i furbi. Ma c’è anche chi teme che alla fine possano farne le spese le località turistiche più rinomate, a causa di un fuggi fuggi dei turisti della upper class, che temono di essere spiati.

     

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