E-book o cartaceo. Chi avrà la meglio?

“Nulla può offrirti il piacere di leggere una storia quanto un libro cartaceo. Collezionarli tutti con le copertine uguali, sentire il profumo della carta e poi quella sensazione bellissima che provi quando ti trovi in una stanza piena di libri! Solo i libri cartacei possono darti questo. La carta è tutta un altra cosa, le parole su display retroilluminate mi danno alla testa”.
Queste sono alcuni dei commenti sul web, alcuni pensieri e pareri di ragazzini, adolescenti, adulti, esperti, appassionati.

Umberto Eco scriveva: I libri da leggere non potranno essere sostituiti da alcun aggeggio elettronico. Son fatti per essere presi in mano, anche a letto, anche in barca, anche là dove non ci sono prese elettriche, anche dove e quando qualsiasi batteria si è scaricata, possono essere sottolineati, sopportano orecchie e segnalibri, possono essere lasciati cadere per terra o abbandonati aperti sul petto o sulle ginocchia quando ci prende il sonno, stanno in tasca, si sciupano, assumono una fisionomia individuale a seconda dell’intensità e regolarità delle nostre letture, ci ricordano (se ci appaiono troppo freschi e intonsi) che non li abbiamo ancor letti, si leggono tenendo la testa come vogliamo noi, senza imporci la lettura fissa.
Il libro da leggere appartiene a quei miracoli di una tecnologia eterna di cui fan parte la ruota, il coltello, il cucchiaio, il martello, la pentola, la bicicletta.
L’umanità è andata avanti per secoli leggendo e scrivendo prima su pietre, poi su tavolette, poi su rotoli, ma era una fatica improba. Quando ha scoperto che si potevano rilegare tra loro dei fogli, anche se ancora manoscritti, ha dato un sospiro di sollievo. E non potrà mai più rinunciare a questo strumento meraviglioso. La forma-libro è determinata dalla nostra anatomia.”

La “diatriba tecnico-scientifica-emozionale” va avanti ormai da anni, da quando, almeno, furono mandati sul mercato gioiellini tecnologici capaci di contenere migliaia di libri, foto, immagini e storie bellissime, in pochi millimetri di perfezione elettronica, di touch e giga di memoria. C’è chi sostiene che il profumo della carta, la soddisfazione di riempire le biblioteche con pezzi di vita e racconti interminabili, che sfogliare pagine e pagine di avventure e comprare i libri, siano gesti, ricordi, abitudini ed emozioni insostituibili e destinati a durare nel tempo. Altri, invece, hanno trovato nella tecnologia e nel poter “portarsi dietro tanti libri senza sentire neanche il peso” la svolta della loro vita: un modo semplice, economico, pratico e “leggero” per poter essere sempre legati ad una storia, sempre pronti a leggerne qualche riga.

Umberto Eco ha manifestato il suo pensiero e il suo “amore incondizionato” nei confronti della tradizione cartacea e editoriale e ha anche proposto una distinzione di ambiti di utilizzo: “il libro tradizionale può essere un ottimo medium per la narrativa e certa saggistica leggera, mentre l’e-book può essere fondamentale in ambiti quali la ricerca, la documentazione tecnica, in generale tutta la “reference literature”, in cui i libri sono consultati più che letti”.

Il progresso, le nuove invenzioni, il tempo che perdiamo sempre più, che ci sfugge dalle mani, che vediamo correre e andare via; un tempo che non riavremo più, assieme al “fast” che la vita di oggi ci impone, insieme anche alla crisi economica, alle rivoluzioni, alla semplicità e alla “voglia di scoprire di più”, ci hanno aperto un mondo nuovo: quello dell’e-book.

Uno dei “modi” più conosciuto per dar sfogo alla magia, tecnologica, dell’e-book è dato dal Kindle proposto da Amazon. La taiwanese Asus ha annunciato il lancio di un dispositivo e-reader che dovrebbe seppellire il Kindle e modelli simili: doppio touchscreen e il lettore libri digitale si aprirà come un libro cartaceo, come i “vecchi” romanzi. Questo nuovo e-reader, inoltre, sarà trasformabile in un laptop, completo di microfono e videocamera, con la possibilità di accedere a Internet, a Skype, e social. Impossibile? No, bastano solo 120 euro, o poco più.

Il libro cartaceo ha dunque le ore contate?
Sembrerebbe di no, almeno per chi ha ancora una storia da raccontare, una biro in mano, un pezzo di carta straccia, e tanti sogni nella testa.

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