E' morto Athos, il cane mascotte del cargo Jolly Amaranto

    Non ha voluto abbandonare la nave, che era la sua casa da 5 anni. E’ morto così Athos, unica vittima del naufragio del cargo italiano Jolly Amaranto affondato all’imboccatura del porto di Alessandria d’Egitto dopo 3 giorni di tempesta in mare aperto. Il cane è morto annegato mentre lo traevano in salvo con tutto l’equipaggio: voleva tornare nella sua casa che affondava.

    Il cane corso di colore nero era la mascotte della nave e la sua cuccia era sempre stata nella sala macchine del cargo. La notte tra domenica e lunedì l’animale era stato tratto in salvo insieme ai 21 membri dell’equipaggio e caricato a bordo di un rimorchiatore che seguiva le operazioni di soccorso, ma non ce l’ha fatta ad assistere al triste spettacolo della sua casa che affondava inesorabilmente tra i flutti.

    Athos si è tuffato, cogliendo tutti di sorpresa, e ha iniziato a nuotare verso la Jolly Amaranto ormai semisommersa, la sua casa. Un marinaio si è buttato in acqua per riportare a galla il cane, ma non c’è stato nulla da fare. Athos è affogato tra i flutti, tradito forse dalle eliche del rimorchiatore. Una storia da pelle d’oca, che ci ricorda quella struggente di T. D.Lemon Novecento, il leggendario pianista sull’oceano di Baricco che preferì perire insieme alla nave dalla quale non era mai sceso. Addio, bel cagnone…

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