Economia siciliana in ginocchio, parti sociali lanciano allarme

    Dire che l’economia siciliana è in recessione è quasi un eufemismo. L’isola è infatti in una situazione di pesante depressione il cui rischio è quello di un ulteriore impoverimento del tessuto sociale ed imprenditoriale. Non a caso le principali Associazioni delle imprese hanno congiuntamente lanciato un appello affinché si cambi rotta a partire dalla politica che in questi ultimi anni non ha fatto molto per il rilancio dell’economia siciliana. In particolare, la Confindustria, Ugl, la Cgil, Confesercenti, Cisl, Confcommercio, Uil, Unicoop, Cna, la Legacoop, ed ancora Casartigiani, Confcooperative, Confartigianato, Confagricoltura, Claai, la Confederazione Italiana Agricoltori (Cia), la Confapi e l’Agci, per una volta tutti concordi, hanno apertamente chiesto nero su bianco con un appello di mettere a punto in Sicilia interventi di natura straordinaria che siano tanto mirati quanto diretti.

    In particolare, per i Sindacati e per le Associazioni delle imprese la crisi finanziaria ed economica è oramai insostenibile nell’Isola, ragion per cui serve programmazione, un taglio netto agli sprechi ed ai costi della politica, e la presa di responsabilità di una situazione che rischia di sfociare in un aggravamento delle tensioni sociali.

    D’altronde rispetto alle Regioni del Nord la Sicilia si trova in una situazione di oggettiva fragilità alimentata anche dal fatto che per anni, ad esempio, non si è riuscito ad utilizzare al meglio i fondi strutturali. In accordo con quanto riportato inoltre dal sito Internet della Confesercenti, le parti sociali temono altresì che il clima pre-elettorale possa contribuire ad alimentare nuovi sprechi di denaro pubblico quando invece occorrerebbe una nuova stagione di politiche orientate al risanamento.

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