Eni, salgono utili e indebitamento

    Buoni risultati per il 2010 per il colosso energetico italiano, Eni. Sospinta dall’aumento del prezzo del petrolio e da una produzione record, Eni chiude l’anno da poco trascorso con utili netti per 1,72 miliardi, sopra gli 1,552 miliardi attesi dal mercato, con un balzo del 23% sul 2009.

    Eni siè giovata nel corso dell’anno dell’aumento del prezzo del petrolio, dell’incremento della produzione di petrolio a 1,954 milioni di barili al giorno e dell’apprezzamento del dollaro.

    Ma non tutti i settori sono in positivo; il cane a sei zampe, infatti, continua la fase negativa per il Gas & Power, che chiude il 2010 a -31,1%, il Refining & Marketing in calo di 39 milioni di euro e la petrolchimica decresce di 70 milioni.

    Risultati, spiega il manager, dovuti alla maggiore concorrenza nel mercato del gas, che ha comportato un abbassamento dei margini unitari di profitto. 

    La maggiore produzione di greggio è, invece, dovuta all’apertura di 12 nuovi siti, tra cui Zubair in Iraq, che ha consentito a Eni un +2% sulla produzione 2009. E grazie all’ingresso in diversi mercati stranieri, il gruppo italiano è convinto di potere consolidare le proprie posizioni, in aree strategiche del mondo, quali Africa o Sud America.

    Infine, cresce anche l’indebitamento netto, che a fine 2010 si attesta a 26,119 miliardi, contro i 23,055 miliardi dell’anno precedente. A causa dell’ingente debito, le agenzie di rating hanno da tempo messo sotto controllo speciali i conti Eni, spronando il gruppo a diminuire l’esposizione debitoria.

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