Entra in chiesa col cane: il prete la caccia in malo modo

cane maltese

“Ha cominciato ad alzare la voce in modo allucinante. Mi ha trattata come se avessi bestemmiato in un luogo sacro”. Queste le parole usate da una signora torinese per descrivere quanto le è accaduto nei giorni scorsi in una chiesa della zona; in una chiesa da cui è stata cacciata in malo modo dal prete per il semplice fatto di aver portato con sé il proprio cagnolino!

Questa storia è stata riportata dal giornale locale Quotidiano Venariese, che ha raccolto la testimonianza della malcapitata e spiegato nel dettaglio quanto è accaduto. Dalla ricostruzione dei fatti emerge che la donna si fosse recata in una chiesa di Venaria Reale per richiedere una messa in suffragio della madre defunta, ma alla sola vista dell’animale che teneva in braccio il prete l’avrebbe cacciata fuori.

La signora infatti aveva deciso di portare con sé il suo animale domestico, un maltese di neppure tre chili, a suo dire molto tranquillo e silenzioso. Sembra anche che tutto apparisse normale fino a che il prete, vedendola col cane tra le braccia, non avrebbe cominciato a dare di matto. “Un cane in chiesa? Andate via subito!”, avrebbe urlato il parroco. La signora è ancora sotto choc per il trattamento riservatole.

“Mi ha trattata come se avessi profanato un luogo sacro – ha raccontato -. Come se avessi detto una bestemmia in chiesa. E invece ciò che volevo era semplicemente prenotare una messa per mia madre. Mi meraviglia il fatto che un ministro della chiesa possa comportarsi in questo modo con un fedele, e per di più solo perché questo fedele ha un cane. Così i giovani si allontaneranno per forza di cose dalla chiesa”.

Da parte del prete non è ancora pervenuta alcuna giustificazione e tanto meno una spiegazione anche solo differente rispetto a quella data dalla signora. Sul caso si è comunque espressa anche l’AIDAA: “Quello del sacerdote è stato un gesto barbaro il cui è effetto è semplicemente quello di allontanare le persone. Come associazione riteniamo che debba esserci un intervento del vescovo e che il sacerdote vada ripreso per via del suo comportamento offensivo e sproporzionato: le scuse vanno non solo a quella donna ma a tutti i cristiani che hanno animali domestici”.

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