F1 India: poker di titoli per il binomio Vettel-Red Bull

Sebastian Vettel vince il Gran Premio dell’India e conquista matematicamente il titolo di Campione della F1, con tre gare d’anticipo. Per il tedesco si tratta del quarto Mondiale consecutivo, sempre a bordo della stratosferica Red Bull, una delle monoposto più competitive di sempre.

Il successo per Vettel sarebbe arrivato facendo almeno 10 punti ma non è così che vincono i vincenti e infatti Sebastian non si accontenta e si prende una vittoria di rabbia, netta. Alonso e la Ferrari lo aiutano nell’impresa, con lo spagnolo solo 11° al traguardo a causa di una partenza difficile.

Il tedesco della Red Bull parte fortissimo nonostante le gomme morbide e si ferma già dopo due giri, per avere il tempo di atturare la rimonta che puntualmente arriva: si riprende la prima posizione con largo anticipo e non la molla più fino alla bandiera a scacchi, anche grazie al ritiro dell’unico reale avversario, il compagno di team Mark Webber.

Dietro, invece, si scatena la battaglia, con Raikkonen a lungo 2° che si trova però costretto a rientrare a due giri dalla fine per colpa delle gomme completamente usurate e alla fine chiude 7°. Ne approfittano Rosberg e Grosjean, rispettivamente e , con il francese che partiva addirittura 17° e si è reso protagonista di una gara fenomenale, a coronare una stagione nettamente sopra le aspettative.

Musi lunghi in Ferrari perchè Alonso ha un contatto con Webber durante il primo giro ed è costretto a rientrare ai box, vanificando la strategia delle gomme morbide a causa della quale era partito solo 8°. Il 4° posto di Massa non consola gli uomini di Maranello, anche considerando che il prossimo anno il pilota brasiliano sarà altrove. Ciò che realmente preoccupa è che la Ferrari ha anche perso il secondo posto in classifica costruttori (-4 punti dalla Mercedes dopo la F1 India), uno smacco non da poco. L’unico aspetto positivo di questa giornata nera è Kimi Raikkonen, che conclude 7° per un errore tattico del team ma fa segnare il giro veloce del GP, unico in grado di far meglio di Vettel oggi.

Nella realtà dei fatti la vittoria del titolo per il binomio Vettel-Red Bull non significa niente di nuovo, in quanto già da Monza si aveva l’impressione che i giochi fossero conclusi. In Ferrari la testa è già al prossimo anno ed è inevitabile che sia così, considerando la stagione fallimentare.

Per la Red Bull si tratta del quarto titolo costruttori consecutivo, un dominio inarrestabile che ha segnato indelebilmente la storia della F1. Sebastian Vettel ha sicuramente meriti importanti ma l’inchino che ha fatto alla sua monoposto a fine gara è molto significativo per capire i reali valori in pista.

Serviranno sforzi economici e tecnici importanti da parte dei rivali (Ferrari e Mercedes su tutti) per abbattere il divario con la casa austriaca e soprattutto per far riemergere lo spettacolo dalla F1, diventata una competizione a senso unico nelle ultime stagioni.

[photo credit to: lapresse.it]

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