Facebook e i “pollici in su”: occhio a dove li metti

Storia anormale di uno “spolliciatore folle”. Eppure lo siamo anche noi.

Un rinvio a giudizio per un “mi piace” su Facebook. È quello che rischia un uomo di Parma, che per un semplice click sul social network potrebbe finire davanti a un giudice del tribunale. A mettere nei guai l’uomo è stato un banale click sul tasto “like” della bacheca di Facebook a un messaggio di insulti con una trentina di commenti, all’interno di una discussione abbastanza animata fra due donne appartenenti a un movimento politico.

Troppe parole, pochi fatti. Tant’è che è facile perdersi.
Resta il fatto che un “mi piace” messo così, anche per sbaglio, anche perché è capitato il ditone troppo grosso per i mini schermi degli smartphone, sta portando al delirio della rete.

Facebook e i social network targati “novità dell’anno 2014” sono diventati un tentativo volontario di suicidio di massa, una “connessione con il mondo” che, in realtà, ti rende più solo e più triste di un succo di frutta alla pera (che, lo giuro, è la cosa più triste del mondo); un’umiliazione continua, una cerchia di falsità e ipocrisia 2.0, un mondo di “finti duri” – solo perché sono davanti al loro screen del pc – e “veri disadattati” senza meta.
Facebook è diventato un circolo vizioso, una fregatura bella e buona. E adesso bisogna stare attenti anche a se stessi, non solo agli altri.

Nessuno di noi avrebbe mai pensato di poter “rischiare la vita” per un “mi piace” sul web, nessuno. Neanche Zuckerberg, o come si chiama lui – sì, insomma, quello di Facebook. Eppure adesso è una realtà. Cos’avrà di male una spolliciata? Tra foto osé sul web, gruppi e pagine spam in cui circola razzismo, odio, porno, pedofilia, degrado assoluto della società, truzzaggine superior, feccia dell’umanità, insulti e roba forte, adesso anche solo un “ok, I like” diventa pura follia.

Stiamo attenti a cosa guardiamo. A cosa “votiamo”. Ai nostri mi piace. Ora meglio andare a controllare dove li abbiamo messi, quei pollici in su. Non si sa mai.

Ricerca personalizzata