Fair Play finanziario, sei club indagati dalla commissione Uefa

La notizia è di quelle destinate a far discutere e ad attirare l’attenzione del mondo del calcio: sei club europei risultano indagati per violazione del fair play finanziario.
L’Organo del Controllo Finanziario dell’Uefa ha infatti aperto un fascicolo di indagine verso alcuni club tra cui spicca il Pandurii, da poco eliminato dall’Europa League proprio dalla “nostra” Fiorentina.

Le altre squadre finite nel mirino sono: il Skonto FC, WKS Śląsk Wrocła, Vitòria SC, FC Petrolul Ploieşti e l’FC Metalurh Donetsk.
La sentenza della camera di investigazione, presieduta dall’ex primo ministro belga Jean Luc Dehaene, è prevista entro fine anno e l’esito è sicuramente destinato a creare dibattito e qualche apprensione per molti club.

Si, perchè se le squadre coinvolte fin ora non sono così prestigiose, non è escluso che la vicenda possa coinvolgere anche società ben più blasonate.
Le squadre poste sotto la lente di ingrandimento dell’Uefa erano inizialmente 31, ma ben 25, dopo aver consegnato documenti riguardanti i dati economici, sono state assolte da ogni accusa.
Ai sei club oggetto di indagine saranno sospesi, fino al giorno della sentenza, i premi legati alla partecipazione alle coppe europee.

Che siano finiti i tempi degli sceicchi spendaccioni o dei magnati russi pronti a investire qualsiasi cifra per poter conquistar titoli e gloria?
Di certo rendere esecutivo questo provvedimento tanto discusso non solo garantirebbe credibilità alle disposizioni dettate dall’Uefa, ma renderebbe anche merito a quei club che in questi anni, con non pochi sforzi economici che hanno inevitabilmente intaccato il valore dimostrato in campo, hanno fatto di tutto per rientrare nei famosi parametri dettati dal presidente Platini.

A quattro anni dall’annuncio del fair play finanziario, quali sono gli effetti reali sin ora avuti da questo provvedimento?
Il Besiktas, il Malaga, Hajduk Spalato e il Partizan Belgrado sono state estromesse dalle competizioni europee a causa dei debiti rimasti pregressi e non saldati.
Il termine dettato dall’Uefa per mettere in regola i conti è il 2014, anno ormai prossimo, e molti club attualmente non sarebbero in grado di garantire il pareggio di bilancio tanto invocato da Platini.

Rischiano, e non poco, società davvero di primo livello, illustri, come il Manchester City, il Barcellona, il Psg, il Monaco e il Real Madrid.
Questi ultimi peraltro, nonostante gli oltre 600 milioni di debiti verso la banca Caja Madrid non sembrano così preoccupati, come dimostra l’acquisto da 100 milioni di Gareth Bale.
Ci sono però alcune società modello come il Bayern Monaco, il Borussia Dortmund ed il Napoli che riescono a far coincidere i buoni risultati sul campo con una gestione finanziaria oculata e rispettosa di ogni parametro.
In Italia la direttiva sta cominciando a smuovere le grandi società come testimoniano i tagli imposti da Inter e Milan e le perdite in netta diminuizione della Juventus, che anche grazie al nuovo stadio, sta aumentando di anno in anno i ricavi.

La strada da percorrere per il calcio italiano rimane comunque in salita ed appare molto lunga se si pensa che in Inghilterra il fair play finanziario è stato da poco esteso a tutti i team iscritti nei primi quattro campionati nazionali in ordine di importanza, provvedimento impensabile nel nostro paese dove praticamente nessun club potrebbe iscriversi nelle varie leghe di appartenenza.
Un bel modo per imporre un cambio non solo gestionale ma anche culturale nell’interpretare il modo di pensare al football.

La speranza è che questo cambio culturale tanto auspicato coinvolga al più presto sia noi, che tutto il mondo del pallone internazionale, in modo da poter un giorno far parte di un calcio si spettacolare ma anche più sostenibile ed in linea con le condizioni sociali attuali.

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