Favela Painting: quando la solidarietà prende colore

L’arte, come la realtà, ci insegna che il colore è profondamente radicato nella vita dell’uomo. Esso è rinascita, bellezza, gioia, speranza e tutti gli altri infiniti sentimenti che evoca.

Ma quando il colore è solidarietà? Beh, in questo caso, si prende un’intera favela di Rio de Janeiro, se ne reclutano gli abitanti e si inizia a dipingere su mura grigiastre, cercando di dare vita al più grande progetto sociale e artistico del mondo.

Esattamente, insomma, quello che ha fatto il duo olandese Haas & Hahn, che dal 2005, anno di fondazione del progetto “Favela Painting”, sta trasformando aree degradate della periferia di Rio, in vere e proprie opere d’arte.

Ad ispirare i due giovani talenti, come dichiarano nel video di presentazione del progetto, è stata la positività, la creatività e la gioia di vivere che hanno respirato nelle favelas brasiliane. Tanto da trasformare gli abitanti delle baraccopoli in componenti della “creew” che si è resa artefice di questi capolavori urbanistici.

Per un progetto così esteso il budget di spesa stimato è, tuttavia, di centomila dollari: una cifra onerosa che gli artisti stanno cercando di accumulare attraverso Kickstarter, sito web di crowdfunding a sostegno di progetti creativi e che, per ora, ha trasformato in secchi di vernice e forza lavoro circa trentaduemila dollari.

Già nel 2008, Jeroen Koolhaas (Haas) e Dre Urhahn (Hahn) trasformarono un’intera strada di uno slum, in un fiume giapponese, seguendo lo stile dei tatuaggi nipponici. La loro attenzione è adesso concentrata sulla favela di Vila Cruzeiro, che acquisirà presto le sembianze che merita, come raffigurato nel progetto.

Combattere i pregiudizi attraverso l’arte e l’estetica e lavorare con la comunità per la comunità: queste le colonne portanti di un progetto che coinvolge terre e persone semplici, ma con tanto da insegnare. Un progetto che sta attirando l’attenzione di antropologi, urbanisti ed artisti oltre ad incrementare pian piano il turismo anche negli slums brasiliani. Perché è li che si respira la storia, la gente, le tradizioni, è lì che si tocca con mano l’ossimoro tra ricchezza e povertà.

A ridurre l’abisso tra le due realtà questi artisti, che hanno “sentito” le favelas e hanno trasformato ciò che hanno sentito in arte. E dalla loro parte c’è il potere del colore, già imponente, ma anche quello della solidarietà.

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