FCA: il 29 novembre le verità sul futuro del gruppo in Italia

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Da mesi la situazione degli impianti produttivi italiani del gruppo FCA è in una sorta di limbo. Tanti i giorni di cassa integrazione, tante le promesse e tante le prospettive di cui si parla. Ancora, però, nessuna notizia certa è arrivata. Qualcosa di più tangibile sul futuro di FCA in Italia sarà svelato il prossimo 29 novembre quando si incontreranno sindacati e dirigenza per fare il punto sulle strategie future.

L’atmosfera di pessimismo è nata già il 1 giugno durante la presentazione del piano di FCA. La cancellazione di modelli come Fiat Punto ed Alfa Romeo Mito senza una loro tempestiva sostituzione ha creato un clima di panico nelle fabbriche di Cassino, Torino e Grugliasco. La successiva morte di Marchionne non ha fatto altro che aumentare le paure per il futuro.

Inoltre la volontà di spostare la produzione della Fiat Panda in Polonia ha creato parecchio scetticismo verso la dirigenza FCA. Negli ultimi giorni le acque si sembrano un po’ quietate. La vendita di Magneti Marelli ai giapponesi di Calsonic Kansei ha portato un bel gruzzoletto (6,2 miliardi di euro) da investire probabilmente anche (e speriamo in larga parte) in Italia.

Le parole di Pietro Gorlier, nuovo numero uno di FCA EMEA, parlano di un rilancio soprattutto di Fiat. Gorlier sembra voglia modificare quanto detto da Marchionne lo scorso 1 giugno. Non Solo Fiat Panda e 500, ma un rilancio del brand Fiat nel vecchio continente per ridarle visibilità grazie ad una gamma variegata di modelli. Anche per Alfa Romeo sembrano esserci delle grosse novità in vista per il 2019.

Senza dubbio il 29 novembre i sindacati faranno grossissime pressioni su FCA affinché le condizioni lavorative degli stabilimenti produttivi italiani siano preservate. CGIL, CISL e UIL oltre ai sindacati minori vogliono un progetto concreto per il futuro che crei posti di lavoro. Modelli che vendano, che mantengano attive le catene di montaggio.

Ancor più pressioni le riceverà FCA dal sindacato FIOM. Timoroso di un repentino addio al diesel non sostituito in maniera immediata da elettrico ed ibrido, il sindacato dei metalmeccanici punterà dritto a volere una cabina di regia che amministri il cambiamento. FCA dovrà preservare tutti i lavoratori anche se le vendite auto non saranno subito soddisfacenti.

La FIOM probabilmente chiederà anche interventi pubblici a sostegno delle nuove tecnologie con incentivi ed una rete più capillare di colonnine di ricarica. Vediamo ora marchio per marchio quali potrebbero essere i cambiamenti rispetto al piano FCA dello scorso primo giugno.

FIAT: la Casa “madre” torinese secondo Gorlier non dovrà essere accantonata come fatto trapelare da Marchionne. Ben vengano i modelli Panda e 500, ma un marchio così importante deve avere una gamma auto ben articolata. FCA, insomma, ha bisogno di Fiat per crescere. Se Gorlier non mente, Fiat riceverà nuovi modelli nel futuro che va dal 2020 in poi. La Fiat Tipo dovrebbe rimanere sino alla fine della sua carriera (anche se forse senza restyling).

Fiat potrebbe puntare ad un nuovo suv e/o ad una vettura di segmento B. Rimpiazzare la Fiat Punto potrebbe essere una delle proposte migliori per ridare vita a Fiat. Attualmente l’unica segmento B presente in Casa è la Fiat Argo, destinata ai mercati sud americani. Così come la Fiat Aegea è diventata la nuova Tipo per l’Europa occidentale, anche la Argo potrebbe essere la nuova Punto.

Un secondo suv sarebbe la via, invece, più veloce per fare cassa e produrre auto. Se sarà lanciato un nuovo crossover di piccole dimensioni con marchio Jeep, perchè non farne un’alternativa targata Fiat? Per Renegade e 500X è stato fatto così con ottimi risultati.

La sincronia che nascerà anche per la condivisione della tecnologia ibrida sarebbe un ulteriore sinergia per lanciare un nuovo modello. Un piccolo suv di circa 4 metri di lunghezza con marchio italiano farebbe impennare le vendite nel nostro paese. Fiat potrebbe tornare a quote di mercato dimenticate da anni e l’occupazione ne gioverebbe fortemente.

LANCIA: se Fiat è destinata a non essere messa in secondo piano, forse abbiamo una piccola speranza anche per Lancia. Se la Fiat Argo dovesse arrivare davvero in Italia, questa potrebbe fare da base per una nuova Lancia Ypsilon. Sempre tanti forse e tanti interrogativi. Quello che dispiace è il continuo e “martellante” silenzio che ormai da tempo aleggia su Lancia.

ALFA ROMEO: con l’arrivo di Giulia e Stelvio sembrava essersi aperto un canale di nascita di un nuovo modello ogni 5-6 mesi. Così purtroppo non è stato. Alfa Romeo sta crescendo, ma FCA si aspetta ben altri risultasti dalla Casa del Biscione. Così il 2019 sarà un anno davvero cruciale per il futuro del marchio. Oltre ai restyling dei modelli già in commercio si aspettano le nuove uscite.

La Giulia e la Stelvio potrebbero ricevere la tecnologia ibrida entro il 2020, mentre sulla Giulietta dovrebbero arrivare già nel 2019 i nuovi motori Firefly. Degli altri 4 nuovi modelli Alfa Romeo promessi dovremo vederne almeno uno all’anno sino al 2022. Il 2019 potrebbe essere la volta buona per il nuovo suv di grandi dimensioni, il cui nome sarà Brennero o Castello.

Poi due super sportive: la Alfa Romeo GTV e la 8C. La prima potrebbe arrivare con il restyling della Giulia ed avere un motore ad alte prestazioni da oltre 550 CV. La seconda probabilmente è attesa per il 2021-2022 con tecnologia ibrida ed oltre 800 CV di potenza. Per alzare le vendite, nel frattempo, arriverà il terzo suv di Alfa Romeo.

Una vettura di circa 440 cm da porre al di sotto della Stelvio con la quale il marchio di FCA raggiungerà (si spera) la fatidica cifra di 400 mila vetture l’anno. Anche per lei di parla di tecnologie ibride, magari quel T4 Firefly da 180 CV, dotato di batteria ricaricabile, che potremmo già vedere a fine 2019 sulla Jeep Renegade e sulla Fiat 500X PHEV.

ABARTH: anche il futuro dello Scorpione è legato a Fiat. Ma non ci sono molti problemi perchè la 500 ci sarà comunque e di conseguenza anche la versione Abarth sarà aggiornata e rinnovata. Più timori sul futuro della 124 Abarth le cui sorti sono legate alla continuazione del legame con Mazda. Chissà poi, se ci sarà un rilancio di Fiat, perchè non preparare nuovi modelli Abarth dalle prestazioni esaltanti?

Fonte: Motori.News

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