Feltri e Belpietro diventano azionisti Libero

    Vittorio Feltri lascia “Il Giornale” della famiglia Berlusconi e riapproda, dopo 16 mesi, all’altro quotidiano milanese, vicino al centrodestra, “Libero”.

    Non è ancora ben chiaro il motivo che allontana l’attuale direttore editoriale dal giornale di casa Berlusconi; Feltri, con una battuta, ironizza: “Io non sono berlusconiano, è Berlusconi che è feltriano”.

    Ciò che però trapela è che sia Feltri che Belpietro non saranno semplicemente giornalisti, nei vari ruoli che verranno loro riassettati, bensì pure azionisti.

    Il giornale degli Angelucci, possessori anche de “Il Riformista”, vicino al centro-sinistra, ha, infatti, offerto loro quote azionarie; quindi sia Feltri che Belpietro scriveranno per un quotidiano, di cui saranno diretti proprietari, per una quota che non è ancora dato sapere.

    Feltri, in particolare, avrà in “Libero” lo stesso ruolo che lascia a “Il Giornale”.

    Da quando, nell’agosto 2009, Feltri lasciò “Libero”, per passare a “Il Giornale”, le copie vendute del primo sono diminuite, in favore dell’altro quotidiano. La penna e la verve feltriana, infatti, hanno una grossa risonanza e un grosso peso tra i lettori e gli elettori, vicini all’area di centrodestra.

    Pare che all’origine dell’addio di Feltri a “Il Giornale” vi siano rapporti deteriorati con il vice Sallusti, nonchè con il sottosegretario Daniela Santanchè, titolare della concessionaria di pubblicità Visibilia, che non avrebbe sostenuto il direttore, negli ultimi tempi.

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