Festival di Cannes: Palma d’oro all’amore lesbo di La Vie d’Adèle

Mentre a Parigi gli estremisti di destra marciano contro le nozze gay, a Cannes viene premiato l’amore lesbo. La giuria della 66ma edizione del Festival di Cannes ha infatti assegnato la Palma d’oro a La vie d’Adele di Abdeliatif Kechiche.

Distribuito in Italia da Lucky Red col titolo “Il blu è un colore caldo”, il film era stato accolto sulla Croisette tra gli applausi della stampa, rimasta folgorata dal quinto lungometraggio del talentuoso regista franco-tunisino, per la prima volta in concorso al festival.

Tratto da una graphic novel di Julie Maroh, La vie d’Adele – Chaptire 1&2 racconta in tre ore l’ storia d’amore tra Adele, una ragazzina di quindici anni (interpretata da Adèle Exarchoupoulus), ed Emma (Léa Seydoux), un’artista di qualche anno più grande dalla chioma blu, con cui affronta un percorso di formazione sessuale ma anche di maturazione personale. Al di là di alcune scene di sesso esplicite, il film racconta con grazia un amore “diverso” tra una ragazza molto giovane e una donna più disinibita che l’aiuta a scoprire ed accettare la sua vera natura. L’intensità delle interpretazioni delle due attrice protagoniste è stata tale che la giuria ha scelto di assegnare anche a loro, in via del tutto eccezionale, la prestigiosa Palma d’oro.

Delusione per l’esclusione dal palmares del film di Paolo Sorrentino, La Grande Bellezza. Tra gli altri premiati, Gran Prix della Giuria a Inside Llewyn Davis dei Fratelli Coen; Premio della regia a Amat Escalante per Hell, mentre Bruce Dern si è aggiudicato il premio di migliore attore per l’interpretazione in Nebraska di Alexander Payne, il corrispettivo femminile va invece all’attrice franco-argentina Berenice Bejo, protagonista di Le Passe dell’iraniano Asghar Farhadi. Migliore sceneggiatura a Jia Zhangke per A touch of sin. Menzione speciale della giuria al corto dell’italiano Adriano Valerio.

Ricerca personalizzata