Fiat, accordo raggiunto su Pomigliano e Fiom sciopera

    L’accordo sullo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco, in Campania, è stato finalmente raggiunto, con le parti che hanno convenuto di risedersi al tavolo delle trattative, nel 2012, al fine di potenziare il contratto. Hanno firmato la Uilm, Fim, Ugl e Fismic; la Fiom, la sigla dei metalmeccanici della Cgil, non si è neanche seduta al tavolo, in quanto considera il nuovo accordo antisindacale e antidemocratico.

    Il contratto prevede, infatti, che le sigle sindacali che non hanno firmato l’accordo non potranno farsi rappresentare da propri delegati, quindi non discuteranno l’attuazione del medesimo con i vertici aziendali.

    Questa decisione esclude così la Fiom, che ha già annunciato uno sciopero di 8 ore. Tuttavia, il sindacato dei metalmeccanici della Cgil è isolata, a tal punto da attaccare a testa bassa tutti i sindacati che hanno firmato. Ieri, il segretario della Uil, Luigi Angeletti, aveva invitato la Fiom “a fare pace con il cervello”; ciò la dice lunga sui rapporti sindacali tra le varie sigle.

    Il film su Pomigliano si sta ripetendo, come un noioso remake, anche allo stabilimento di Mirafiori, dove Fiom non ha accettato l’accordo. 

    Su Pomigliano, comunque la si pensi, ora affluiranno 700 milioni di euro di investimenti, che consentiranno allo stabilimento di potere sostenere i livelli occupazionali, e di incrementare la produttività, con possibili ripercussioni positive anche sull’indotto. Questo, in una terra affamata di lavoro.

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