Flash mob a Sanremo

Torna la musica al centro del Festival di Sanremo, e lo fa in modo inaspettato: era da oggi che si parlava di una grande sorpresa, ed eccola arrivare quando nessuno la attendeva. Monologo della Littizzetto, ballo di Dergin Tokmak e lettura di Flavio Caroli. Ritorna Fazio sul palco, ma qualcosa sembra distrarre la sua attenzione: come la prima serata un contestatore dal pubblico alza la voce, criticando l’assenza di musica dal Festival, strappa il microfono a Fazio e inizia a intonare Vincent (Starry starry night) di Don McLean. Fazio chiama la sicurezza, parlando di un “virus che si è diffuso nell’Ariston”. L’addetto alla sicurezza torna, ma accade qualcosa di veramente strano: inizia a cantare pure lui.

Fazio e la Littizzetto si allontanano. Dal pubblico iniziano ad alzarsi numerose persone che intonano a cappella, in un medley che mescolava ricordi, energia ed emozione, le canzoni che hanno fatto la storia passata e presente della musica mondiale, da Louis Armstrong a Whitney Houston, da Robin Thicke a Pharrell Williams. La messainscena altro non è che un flash mob musicale interpretato dai ‘Shai Fishman and the a cappella all stars’, un gruppo di trenta artisti israeliani che si esibiscono in tutto il mondo utilizzando solo le voci per costruire melodie e ritmo. Alla fine della performance, Fabio ringrazia gli artisti e, con una frecciatina a chi aveva parlato di finte contestazioni dice: “Posso dire che questo l’abbiamo organizzato noi”.

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Dopo il grande riscontro di ieri ottenuto grazie a Claudio Baglioni e Rufus Wainwright, la musica continua ad essere al centro di questo Festival, forse partito con polemiche e contestazioni politiche,ma che si sta trasformando in un vero omaggio alle sette note, nelle sue sfaccettature più varie.

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