Formula 1: il cannibale Vettel azzanna anche il Brasile

Si chiude senza sorprese il mondiale di Formula 1 2013 con Sebastian Vettel che si aggiudica autorevolmente anche l’ultimo Gran Premio stagionale. Tuttavia non è stato il solito dominio del 4 volte campione del mondo, che questa volta ha dovuto premere sull’acceleratore fino alla fine per aggiudicarsi quella che è stata la tredicesima vittoria stagionale (eguagliato il primato di Schumacher), la trentanovesima in carriera (a meno due dal mito di Ayrton Senna). In seconda posizione si piazza l’altra Red Bull di Mark Webber, alla sua ultima gara in Formula 1. Terzo un ottimo Fernando Alonso, autore di una prestazione gagliarda che lo ha portato a ridosso delle velocissime monoposto austriache con una Ferrari apparsa a suo agio in queste difficili condizioni. Solo settimo Felipe Massa, che saluta con una prestazione sfortunata la Ferrari per approdare nella stagione 2014 al volante della Williams.

La partenza, con pista asciutta e con un cielo che non promette nulla di buono, è quella che non ti aspetti, con Vettel che chiude all’esterno Alonso facendosi infilare da Rosberg; a sua volta il pilota asturiano non riesce a tenere la terza piazza cedendola a Mark Webber. Tutto dura il tempo di un giro: al primo passaggio sul rettilineo dei box, infatti, Vettel e Alonso sfruttano la scia delle vetture davanti a loro per riprendere le posizioni iniziali. Con il campione del mondo davanti ad imporre il suo ritmo con pista libera, in questa prima fase sono le Ferrari a sembrare più arrembanti con Alonso che riesce in breve tempo a passare Rosberg e Massa all’attacco di Hamilton, in un duello a distanza Ferrari – Mercedes con le due scuderie a giocarsi la seconda posizione nel mondiale costruttori.

Ma si tratta di un’illusione: la Red Bull di questa stagione, infatti, più che le ali sembra avere due propulsori e Webber, approfittando della superiorità della sua vettura, riesce in breve tempo a superare Alonso (giro 13) mettendosi alla caccia del suo compagno di squadra, nel frattempo fuggito con oltre 10 secondi di vantaggio. Con un Rosberg sempre più in difficoltà a causa dell’eccessiva usura delle gomme e con un Button autore di una grande gara (è già settimo al 15° giro, sarà quarto al traguardo), è il muretto Ferrari a salire sugli scudi in questa fase: con una grande strategia, infatti, al termine dei primi pit stop troviamo Alonso secondo davanti a Webber e Massa davanti ad Hamilton e subito velocissimo con il nuovo set di gomme.

Ma quando tutto sembra finalmente girare bene per il pilota di casa, ecco la mazzata che condiziona il suo ultimo Gran Premio in rosso: per impostare l’ultima curva oltrepassa con tutte e 4 le ruote la linea bianca che delimita il circuito, spingendo i commissari (con molta severità per la verità) ad infliggergli la penalità del drive through che pone fine ai suoi sogni di gloria; rientrerà ottavo ed arrabbiatissimo. A metà gara abbiamo sempre Vettel da solo al comando con Webber alle sue spalle che nel frattempo ha passato Alonso.

Una serie di colpi di scena caratterizza il 48° giro: Hamilton si tocca con Bottas (verrà giudicato colpevole e penalizzato con un drive through) forando la posteriore destra e tirandosi fuori dai giochi. Contemporaneamente un gran pasticcio del muretto della Red Bull rischia di compromettere la gara di entrambi i suoi piloti: viene, infatti, richiamato Vettel senza che siano pronti i suoi pneumatici e, allo stesso momento, rientra Webber costretto ad attendere il cambio gomme del suo compagno di squadra. Ma il grande margine che aveva il tedesco ha tenuto entrambi i piloti al riparo da sorprese, nonostante Alonso si facesse sempre più minaccioso negli specchietti del pilota australiano.

Non ci sono altre sorprese fino al traguardo, con Vettel che si aggiudica non senza fatica la sua nona vittoria consecutiva e con Webber che saluta le corse con un ottimo secondo posto; terzo Fernando Alonso. In casa Ferrari si guarda con ottimismo alla prossima stagione, nella quale si presenterà ai nastri di partenza con Alonso e Raikkonen. L’avvento dei motori turbo livellerà le forze in campo: sarà,pertanto, necessario lavorare bene in inverno per non farsi trovare impreparati nel primo appuntamento stagionale a Marzo in Australia.

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