Formula 1: Ross Brawn addio alla Mercedes

La Mercedes e la Formula 1 perdono uno dei suoi pezzi da novanta: Ross Brawn, infatti, a 3 anni dalla nascita di un progetto che per ora ha portato come massimo risultato il secondo posto ottenuto in questa stagione nel mondiale costruttori, lascia la casa di Stoccarda dove ricopriva il ruolo di Team Principal. A nulla sono valsi i tentativi di convincere l’ingegnere britannico a desistere dal suo tentativo messi in pratica da Niki Lauda, presidente non esecutivo della Mercedes. Il suo posto verrà preso da Toto Wolff (per la parte business) e Paddy Lowe (per la parte tecnica).

La scelta era nell’aria ed in realtà si vocifera che l’effettivo passaggio della guida tecnica della scuderia tedesca stesse già avvenendo da tempo, seppur in modo graduale. Brawn, comunque, lascia senza rimpianti un progetto che con lui, partendo dal nulla, ha finalmente trovando la strada maestra: mai come quest’anno, infatti, la Mercedes è stata così vicina alla Red Bull (se non superiore, almeno in prova, nella prima parte della stagione) e la piazza d’onore nel mondiale costruttori ne è il giusto riconoscimento.

La Formula 1 è fatta di macchine, piloti, sorpassi, velocità; un Gran Premio dura lo spazio di un weekend, la gara si risolve in meno di 2 ore. Ma dietro a tutto questo ci sono uomini che passano intere nottate dietro a disegni, progetti, strategie, trascorrono mesi a studiare le migliori soluzioni aerodinamiche per guadagnare quel decimo che alla fine dell’anno farà la differenza. In questa categoria, per budget e capacità, solo alcuni emergono e Brawn si iscrive senz’altro a questo ristrettissimo club, quanto meno per i risultati ottenuti negli ultimi 20 anni.

Partito dal nulla facendo la gavetta (negli anni ’70 si arrangiava nel mondo delle corse come meccanico in Formula 3), Brawn ha avuto la sua prima vera chance alla corte di Sir Frank Williams, che nel 1978 lo nominò responsabile della parte aerodinamica della Scuderia. Ma è il binomio con un ragazzone tedesco, Michael Schumacher, a renderlo immortale: con lui al muretto ed il pilota di Kerpen al volante, infatti, la Formula 1 ha vissuto la più grande epopea della sua storia. Ma se i mondiali del 1994 e 1995 in Benetton potevano sembrare una splendida sorpresa, sono i 5 titoli consecutivi vinti alla Ferrari dal 2000 al 2004 (riportando il titolo a Maranello dopo 21 anni) a consacrare alla leggenda questo omone, detto “mangiabanane” per la sua abitudine a consumare questo frutto in quantità industriale al muretto.

Passato alla Honda nel 2007, proprio nel momento in cui la casa giapponese decide il suo disimpegno dal mondo delle corse automobilistiche, ne rileva la scuderia (che diventerà Brawn GP): una mossa azzardata per alcuni, il canto del cigno di un uomo ormai appagato dai molti successi per altri. Non per lui: nel 2009 progetta una macchina che, infilandosi in tutte le possibili pieghe del regolamento (se non oltre, emblematico l’esempio del doppio diffusore montato dalle sue vetture), si rivela competitiva sin dal principio portando non solo un pilota come Button, bravo e costante ma non certo un fuoriclasse, a conquistare il titolo piloti con un Gran Premio di anticipo, ma anche alla netta vittoria nel mondiale costruttori (il secondo pilota era Rubens Barrichello, che già aveva guidato per Brawn in Ferrari).

Con il passaggio alla Mercedes della sua scuderia rivenduta alla casa di Stoccarda a peso d’oro, Brawn mantiene il suo ruolo di capo esecutivo e, tra scelte discusse (fra tutte il ritorno alle corse di un non più velocissimo Michael Schumacher, ultraquarantenne, più romantico che d’impatto sulle gare) e campionati per lo più anonimi, contribuisce a riportare al successo in un Gran Premio le Frecce d’argento nel 2012 in Cina con Nico Rosberg, risultato che da quelle parti mancava dal 1955.

Alla Formula 1 mancherà la figura forte e raffigurante di Ross Brawn, anche se già si vocifera di un suo ritorno in coincidenza del rientro alle gare della Honda, che dal 2015 tornerà in Formula 1 fornendo i motori alla McLaren. Conoscendo il suo amore per lo corse difficilmente questo addio sarà definitivo anzi, probabilmente starà già studiando nuove soluzioni aerodinamiche nel cuore della notte, magari mangiucchiando le sue amate banane.

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