Franca Rame, una vita fra poesia e impegno civile

Ci ha lasciato questa mattina, stroncata da una terribile malattia all’età di 84 anni. Lascerà un vuoto immenso nel teatro e nella coscienza di questo paese; lei, Franca Rame, un leggenda del teatro italiano che ha saputo coniugare impegno civile e arte come nessun altro intellettuale del nostro tempo ha mai saputo fare.

Franca Rame nasce a Villastanza, nei pressi di Milano, il 18 giugno del 1929. Figlia d’arte, calcò le scene del teatro già da bambina nei piccoli spettacoli allestiti in famiglia. Negli anni ’50, in coppia con la sorella debuttò in “Ghe pensi mi”, uno spettacolo di Marcello Marchesi, e fu in quell’occasione che conobbe colui che diventerà il compagno della vita e di tante battaglie, l’attore e autore teatrale Dario Fo. Dalla loro unione nacque un figlio, Jacopo: era il 1955.

Nel corso degli anni, l’attrice metterà in scena numerose commedie paradossali, tra queste ricordiamo: “Chi ruba un piede è fortunato in amore” e “Isabella, tre caravelle e un cacciaballe”.
Celebre sarà la rinuncia a un’edizione di “Canzonissima”; programma abbandonato in protesta contro la censura di alcuni testi considerati dalla Rai troppo politicizzati. Per le loro idee, Franca e Dario furono letteralmente emarginati dalla tv pubblica. Un esilio che durerà fino 1977, anno in cui Rai2 manderà in onda le bellissime pièce della coppia.

Gli anni d’impegno civile e politico continueranno anche in seguito. Nel ‘70 i due fondano il collettivo teatrale “Nuova Scena” e successivamente “La Comune”, con cui si esibiranno in testi di satira e controinformazione all’interno di fabbriche e scuole occupate. Il ricavato degli spettacoli sarà poi devoluto a sostegno di detenuti politici.

Nota è anche l’adesione al movimento femminista del ’73. Fu proprio in quel periodo che si consumò il tremendo crimine che segnò per sempre la vita dell’artista ed è ricordato ancora oggi come una delle pagine più oscure e violente del nostro paese: un gruppo di estrema destra decide di sequestrare e violentare l’attrice in un’atroce e assurda rivalsa politica. Una drammatica vicenda che non dimenticherà mai e racconterà in seguito in uno spettacolo chiamato “Lo Stupro”, presentato anche in tv con Adriano Celentano.

Negli anni che seguirono continuò a lottare per le sue battaglie. Nel ’74 la coppia occupa e trasforma in teatro la palazzina Liberty di Milano. Oggi lo stabile è ricordato anche per gli splendidi murales rivoluzionari dell’artista Sebastian Matta.

Quelli furono anche gli anni dei monologhi, testi scritti dal marito e incentrati sulla violenza contro le donne. Molto apprezzati e considerati uno splendido esempio di opere teatrali.
Ma fu nel 1997 che la coppia divenne nota al grande pubblico. Quello, infatti, fu l’anno del premio Nobel per la Letteratura assegnato a Dario Fo. Dieci anni più tardi, Franca venne eletta senatrice in Piemonte e fu proposta come candidata alla Presidenza della Repubblica dall’allora deputato Antonio Di Pietro. Un coinvolgimento politico intenso durato solo due anni e che lasciò presto spazio alla scrittura di un’imponente biografia; ovviamente, interamente condivisa con il compagno di sempre.

Oggi l’Italia ha perso una persona eccezionale, una figura di altissimo profilo umano e culturale.
Noi la vogliamo ricordare così, sul suo palcoscenico mentre racconta la vita e la poesia con quella grazia e quell’intensità che l’hanno sempre contraddistinta.

Addio Franca, che la terra ti sia lieve…

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