Franco Califano ancora senza tomba. La Siae si mobilita

Dal giorno del funerale, i primi di aprile, la salma di Franco Califano ancora non ha una tomba. La bara del “Califfo” è ospitata temporaneamente in un loculo pubblico del cimitero di Ardea, in provincia di Roma, ma nelle sue ultime volontà il cantante ha espresso il desiderio di essere sepolto accanto al fratello Salvatore, morto a 40 anni, e al nipote Franco, venuto a mancare di leucemia a 18 anni, e di avere una lapide con su scritto il titolo della sua canzone “Non escludo il ritorno”.

Ad occuparsi della questione sepoltura sarebbe dovuta essere l’unica erede di Califano, la figlia Silvia che fino ad ora non ha mostrato alcuna intenzione di affrontare il problema, vuoi per ragioni di natura economica, vuoi perché i rapporti sporadici tra padre e figlia. D’altronte anche lo stesso cantante negli ultimi tempi non sembrava navigare nell’oro, tanto che tre anni fa chiese di poter usufruire della legge Bacchelli, che prevede un vitalizio mensile per coloro che hanno dato lustro alla cultura italiana e versano in gravi difficoltà economiche.

In questa triste e assurda vicenda è ora intervenuta la Siae che ha offerto la sua “piena disponibilità” a farsi carico dell’onere economico per dare una degna sepoltura a Franco Califano. “Sentito il Commissario straordinario Gian Luigi Rondi e il presidente designato Gino Paoli, il direttore generale della Siae e’ intenzionato ad offrire un contributo economico sia per risolvere il problema della tumulazione sia per ogni necessita’ del futuro museo dedicato all’autore di ‘La musica e’ finita’, ‘E la chiamano estate’ e tanti altri importanti successi”, si legge in un comunicato.

Ad Ardea infatti, sarà allestito un museo personale dove verranno esposti i suoi strumenti e tutto ciò che più era caro al maestro. Il museo sarà anche la sede di un’associazione a suo nome che si occuperà di aiutare i ragazzi che vogliano studiare musica.

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