G. Ferrara: “Il Pm che non scarcerò il suicida Gabriele Cagliari oggi indaga su Berlusconi”

Tutti i componenti del pool di “mani pulite” oggi fanno altro. Solo Ilda Bocassini e Fabio De Pasquale, dopo vent’anni, si occupano ancora di perseguire i politici. Cominciarono con Craxi e ora puntano Berlusconi. Non c’è qualcosa di malato in tutto questo?
E’ questa la chiosa finale che Giuliano Ferrara ha pronunciato ieri sera al termine del quotidiano appuntamento con “Qui Radio Londra“, il programma di approfondimento politico da lui ideato e condotto, in onda tutte le sere su Rai Uno.
La puntata, destinata ad innescare un fiume di polemiche, verteva infatti sulla notizia, diffusa oggi, della richiesta da parte del Pubblico Ministero Fabio De Pasquale, titolare dell’accusa nel processo Mediatrade, di rinviare a giudizio il Presidente del Consiglio.

Giuliano Ferrara inizia subito forte. Le prime parole del giornalista sono infatti in ricordo di Gabriele Cagliari, il Presidente dell’Eni morto suicida in carcere nel 1993, alcuni mesi dopo essere stato arrestato proprio dal Pm De Pasquale.
Armato di sacchetto di plastica, Ferrara imita, davanti alla telecamera, il gesto estremo di Cagliari, ricordando brevemente  le vicissitudini che portarono al suo arresto e alla sua morte.
In Italia i rapporti tra politica e magistratura sono stati sempre complicati. Nei primi anni ’90 il pool di mani pulite spazzò via i partiti, vi furono anche altri suicidi, ma per tanti anni non ci siamo cofessati il senso vero di quella stagione. Oggi è arrivato il momento di farlo. C’è un elemento di tragedia nei rapporti tra politica e magisratura” – sono le prime parole del conduttore che passa in rassegna i nomi degli altri suicidi per poi concentrarsi sulla vicenda di Cagliari.

De Pasquale era il Pm che il 9 marzo del 1993 aveva arrestato Gabriele Cagliari. Per un mese e mezzo non lo aveva interrogato. Avrà avuto altre cose da fare probabilmente. Fatto sta che Cagliari visse in quel carcere i 5 mesi più brutti della sua vita, fino a suicidarsi.” – è il riassunto della vicenda, che Ferrara seguita a raccontare: “Fu una tragedia personale dentro una tragedia di sistema”.
Terminato il racconto, arriva infine l’ultimo affondo: “Non c’è stata alcuna relazione, e mai è stata dimostrata, tra il comportamento del Pm De Pasquale e il suicidio di Cagliari ma certo, se consideriamo che lo stesso De Pasquale se ne andò in vacanza nel luglio del 1993, invece di scarcerare Cagliari, come gli aveva promesso che avrebbe fatto, in cambio di informazioni su altri personaggi dell’Eni, percipiamo in ciò una certa brutalità“.

Giuliano Ferrara chiude poi la puntata con la rassegna dei componenti del pool di “mani pulite” passati oggi ad altre occupazioni, mentre ricorda l’assiduo impegno dei Pm Bocassini e De Pasquale che, ancora oggi, si occupano di indagare sui comportamenti dei politici, ed in particolare su quelli di Silvio Berlusconi.
Non c’è dubbio che la provocazione lanciata da Ferrara troverà nelle prossime ore le pronte risposte dell’opposizione, come dei magistrati, proprio alla vigilia dell’inizio del processo che vede coinvolta la Bocassini, quello sul caso Ruby.

 

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