Galano non è un nostro ostaggio, è un ostaggio dell’AS Bari

Il calcio è passione. Ma è anche un business che coinvolge società, fruitori e fornitori. Che genera profitto e debiti. E i debiti vanno pagati, altrimenti si fallisce. Questa regola, valida in quasi tutti settori del mercato, sembra non valere per il mondo del pallone. E per l’AS Bari, appartenente alla famiglia Matarrese. Ho intervistato in esclusiva Tommaso Pazienza, AD della Wyn Consult Srl, Società di Marketing e Consulenza che ha fornito diversi servizi al Bari, tra i quali la formazione e la gestione degli steward accumulando 70.000 euro di crediti nella stagione 2011/2012.

Tommaso e suo fratello Andrea hanno lavorato rimettendoci in proprio e vedendo la loro attività essere messa a rischio. Hanno ricevuto minacce personali e a fronte di innumerevoli (e legittime) richieste di pagamento, mai evase, hanno ritenuto opportuno agire con il pignoramento del cartellino di un calciatore di proprietà dell’AS Bari: Cristian Galano. Non l’ha presa bene Francesco Vinella, amministratore unico del Bari, che il 29 gennaio scorso, ha parlato di azione plateale:

Disporre in Lega il pignoramento del cartellino di Galano è una azione plateale che non migliora l’iter del contenzioso. Tutte queste vicende saranno affrontate, cercando di non scontentare nessuno. Aggiungo che queste situazioni sono legate a gestioni delle precedenti stagioni. Il provvedimento giudiziario promosso su richiesta della Wyn Consult, società che ha curato il servizio stewart al San Nicola, non cambia i programmi del club. Evidentemente questa società si è mossa con passione da tifoso, mettendo in piedi una azione legale cautelare dal punto di vista sportivo. Insomma non vuole che Galano sia ceduto.

Dopo queste dichiarazioni Tommaso Pazienza ha ritenuto opportuno raccontare la propria versione dei fatti. Non sono bastati mesi di silenzio, tentativi di andare incontro in tutte le maniere alla “sua” squadra (Tommaso è di Bari e del Bari si dichiara tifosissimo). Non basta il danno, il debito, adesso si aggiunge la beffa della risposta di Vinella.

Tommaso, ci racconti esattamente come è andata la vicenda e cosa ti ha portato a prendere la decisione di pignorare il cartellino di un calciatore?

Partiamo dalle fondamenta, tanto per essere chiari e senza giri di parole: il Bari ci deve 70.000 euro maturati nella stagione 2011/2012. Li abbiamo aspettati in tutti i modi, io per il Bari sarei morto, non potete immaginare cosa ha voluto dire per me lavorare per la squadra per la quale faccio il tifo. Ma con quel debito la nostra Società chiude. Abbiamo provato a trattare con Vinella in tutti i modi ma loro non si sono fatti sentire per 5 mesi.

Quando è stato notificato il decreto ingiunitvo?

Il 25 di ottobre del 2013. Abbiamo fatto pignoramento presso 3 banche (Unicredit, Monte dei Paschi, Banca Apulia ndr) e una di queste li ha addirittura aiutati a pagare gli stipendi nonostante quattro pignoramenti verso terzi. Anche in questo caso l’AS Bari ha ritenuto opportuno non rispondere alle nostre comunicazioni, ufficiali e non. Ad inzio gennaio ci chiama un avvocato di Lecce, che ci offre 10.000 euro per chiudere la questione. Risposta nostra: “per questa cifra vi facciamo fallire“. E tieni conto che, alla fine dell’anno scorso, abbiamo proposto all’AS Bari e a Vinella di prolungargli il servizio steward soltanto per rientrare delle spese accumulate. Vinella reagisce con entusiasmo, fino a quando non sparisce di nuovo, non prima di “girare” la nostra proposta ad un’altra società che aveva accumulato meno debiti di noi.

E voi che avete fatto?

Ci presentiamo in sede io e mio fratello e la segretaria ci dice “Ragazzi non ci sono novità andatevene“. Non ti racconto le prese per i fondelli. Addirittura, alla fine del campionato scorso, l’AS Bari ci rassicura dicendoci di averci pagato. Ovviamente non era stato fatto nessun bonifico. A Settembre, stufi di questa situazione, abbiamo intrapreso azione legale presso lo studio Pantaleo e Brattelli.

Il pignoramente del cartellino di un calciatore ha un valore reale o simbolico?

Assolutamente legale. Abbiamo provato presso le banche. Ma l’unica strada era pignorare beni che hanno un valore per la società, e al Bari sono rimasti solo i calciatori, o quasi. Nessuno ha fatto ricorso, il giocatore può essere liberato e venduto. Questa è la prima volta che succede una cosa del genere, l’unico tentativo fu fatto dalla lega dilettanti nei confronti del Trento in C2 ma si trattava di una Società già fallita. A questi livelli (professionisti) è la prima volta che accade una cosa del genere.

Ipotesi da fantacalcio: se dovesse succedere che il Bari non vi paga cosa ci fate con il cartellino di Galano?

Semplice: il giocatore verrà venduto all’asta, dopo apposita udienza. Come al fantacalcio appunto.

Il calciatore non ha nessun potere, in tal senso?

In realtà non sappiamo neanche noi come si comporterà la Lega. Di certo il calciatore non può essere trasferito coattivamente. Ovviamente non è un nostro ostaggio, è un ostaggio dell’AS Bari, ci tengo a chiarirlo.

Perché Galano e non altri?

Perché ho pensato fosse il calciatore più vendibile a Gennaio, quello con il valore più alto.

E un po’ ti è dispiaciuto che non sia stato venduto?

Sì, nonostante io sia tifoso del Bari. Per questo Vinella ha fatto quelle battute su di noi. Lui va avanti a battute, ma non si degna di rispondere alle comunicazioni ufficiali. Pensa che noi gli abbiamo chiesto “Diteci voi come e quando potete darci i soldi, secondo le vostre disponibilità.” Più di questo cosa dovevamo fare? Comunque loro non hanno capito che nel momento in cui il cartellino di Galano non è più esigibile noi possiamo agire in qualunque altra maniera. Avessimo saputo prima dell’entrata della Swiss Gas come sponsor, ad esempio, avremmo puntato su di loro. Ma questa notizia non era trapelata.

Ho saputo che il Comune di Bari vi ha appoggiato.

Non è andata proprio così, anzi. Il Comune, nella persona di Marco Emiliano (consigliere), dopo la nostra azione, ha chiesto di riunirsi in Giunta per dare potere all’avvocatura ad agire contro il Bari. In tutte le maniere possibili. Con istanze di fallimento e altri pignoramenti. Ma trovo assurdo che una società piccola come la nostra abbia fatto da avanguardia al comune di Bari per avviare un’azione.

Ma i ragazzi che lavoravano per te hanno capito la situazione?

Alcuni sì, altri meno, sono pure sempre ragazzi che devono mantenersi, che hanno svolto un lavoro per il quale devono essere pagati. Purtroppo abbiamo subito alcune ritorsioni ma non so quanto possano dipendere da questa cosa. Purtroppo sono avvenute e ne prendiamo atto.

Che rapporti hai con la tua squadra del cuore. Vai ancora allo stadio?

Sabato sono stato in curva a vedere la partita contro il Siena ma ho fatto fatica a tifare per il mio Bari. Non so se ritornerò più allo stadio. Ho avuto l’impressione di tifare contro. Avevo realizzato il sogno di lavorare per la squadra per la quale tifo ma sono riusciti a farmi passare la voglia, Io che vivevo per il Bari e adesso ci combatto. I Matarrese non rischiano solo di cancellare una passione, ma tante piccole aziende come la mia.

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