Germania, CDU vince elezioni in Saar. Affossati liberali FDP

    Ieri, nel Land sud-occidentale della Germania, il piccolo Saar, si votava per il rinnovo anticipato del Parlamento regionale, un test molto importante per i partiti nazionali, in vista delle ben più decisive elezioni che si terranno nelle prossime settimane in Schleswig-Holstein e nel Nordrhein-Westfalen, quest’ultimo il Land più popoloso tedesco. Ebbene, la prima tappa è stata vinta con convinzione proprio da Frau Merkel, il cui partito cristiano-democratico, CDU, non solo non ha perso consensi, rispetto alle elezioni del 2009, ma li ha leggermente incrementati, portandosi al 35,2% (+0,7%).

    Alle sue spalle si è posizionata la SPD, che ha ottenuto il 30,6% dei voti, ben il 6,1% in più delle scorse elezioni, quando aveva preso il 24,5%. Un buon terzo posto per il partito della sinistra radicale, Linke, che ha ricevuto il 16,1% dei voti, ma perdendo oltre il 5%, se è vero che tre anni fa aveva ottenuto il 21,3%.

    In calo anche i Verdi, che passano dal precedente 5,9% al 5%, ossia esattamente quanto necessario per accedere al Parlamento. Buon esito anche per il partito dei Pirati, il movimento di protesta, che sta raccogliendo un pò ovunque risultati impressionanti, considerando che si tratti di una formazione. Qui, hanno preso il 7,4%, ma il confronto con il 2009 non è possibile, perché allora nemmeno esistevano. Crollo verticale dei liberali della FDP, gli alleati di Frau Merkel al Bundestag. Passano dal 9,2% di tre anni fa all’1,2% di ieri, perdendo otto punti percentuali e restando ben al di sotto della soglia del 5%, necessaria per partecipare alla spartizione dei seggi. Come anticipato largamente, quindi, i liberali subiscono una debacle, che salvo sorprese dovrebbe materializzarsi a livello federale tra un anno e mezzo, quando si dovrà votare per il rinnovo del Parlamento di Berlino. Tutti si attendono il loro mancato ingresso al Bundestag e sarebbe la prima volta dalla loro nascita, avvenuta nel 1978.

    Ma dicevamo che il dato di ieri interessava non per i suoi risvolti locali, bensì perché considerato test nazionale. In effetti, i risultati sembrano perfettamente in linea con il trend nazionale. Non disponendo di un alleato, la CDU non potrà governare da sola e sarà costretta a una Grosse Koalition con i rivali della SPD. L’alleanza con i Verdi, che si era ipotizzata negli ambienti conservatori, quale alternativa, non è percorribile, visto che i voti degli ambientalisti non sarebbero comunque sufficienti a formare una maggioranza.

    Teoricamente, esisterebbe la possibilità di una maggioranza alternativa alla CDU, cioè quella che nascerebbe, mettendo insieme i socialdemocratici della SPD, i Verdi e i post-comunisti della Linke. Tuttavia, questi ultimi non sono considerati compatibili con una cultura democratica di sinistra e, pertanto, l’ipotesi non sarebbe presa in considerazione. Anche l’idea di uno dei due grandi partiti di stringere un accordo con i Pirati non sarebbe realistica, in quanto considerati un movimento poco affidabile.

    A questo punto, lo scenario più verosimile sarebbe di un reincarico per la carica di Ministerpresident (governatore) all’uscente Annegret Kramp-Karrenbauer (CDU).

    Le elezioni regionali di ieri nel Saar preannunciano il Leitmotiv di quanto dovrebbe accadere tra diciotto mesi a Berlino. Con i liberali fuori dal Parlamento, anche tenendo il bottino di voti che la pone stabilmente al primo posto, la CDU non dovrebbe avere la maggioranza per governare e si riaffaccia una nuova Grosse Koalition con i socialdemocratici, dopo l’ultima avvenuta tra il 2005 e il 2009 e guidata proprio da Angela Merkel.

    L’ipotesi sarebbe vista come fumo negli occhi per la SPD, che vi vedrebbe confermata l’impossibilità ancora una volta di arrivare al governo, senza un accordo con i rivali conservatori e, soprattutto, senza ottenere la cancelleria e una maggioranza di centro-sinistra.

    A bloccare il gioco delle alleanze sono i consensi per la Linke, trattandosi di un partito nostalgico della ex DDR, che i partiti nazionali guardano con imbarazzo.

    La vittoria di ieri della CDU, ad ogni modo, ha un significato simbolico, perché è la prima ottenuta dal cancelliere Merkel dal 2009, anno della sua rielezione. Da allora, malgrado una congiuntura economica molto positiva e il record minimo di disoccupati dalla caduta del Muro, il suo partito non ha più vinto alcun appuntamento elettorale locale, mentre gli alleati liberali sono scomparsi un pò ovunque.

    Da qualche tempo, tuttavia, si ipotizza uno scenario inedito nella storia post-bellica tedesca, ossia una maggioranza al Bundestag nero-verde, formata da CDU-CSU e Verdi. Tutto dipenderà dai risultati del 2013. Se gli ambientalisti, dati attualmente intorno al 16% su base nazionale, dovessero confermare queste percentuali, allora con il 35% circa accreditato per il partito della Merkel ci sarebbe la possibilità di formare un’alleanza, in grado di avere la maggioranza al Bundestag e di evitare una più difficile coabitazione con i socialdemocratici, come ha dimostrato la recente esperienza fino al 2009.

    In Germania, infatti, le posizioni dei Verdi, per quanto più compatibili con quelle di partiti di sinistra, non paiono del tutto inconciliabili con quelle dei conservatori. Un anno fa, ad esempio, dopo l’esplosione del reattore della centrale nucleare di Fukushima, il governo della Merkel ha promesso la chiusura di tutte le centrali entro i prossimi anni. In molti vi hanno visto una mossa astuta del cancelliere di trovare una sponda tra quelli che tra un anno potrebbero esserle utili come alleati, al posto dei morenti liberali.

     

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