Ghiri in padella, bracconiere-cuoco denunciato nel cosentino

    Ghiri in pentola, non lo pensavamo possibile ma per qualcuno devono essere una prelibatezza. Come ad esempio per un bracconiere calabro beccato con diciannove piccoli roditori già in padella pronti per essere cucinati. All’uomo sono stati contestati i reati di cattura, abbattimento e detenzione illegale di esemplari di fauna protetta.

    La macabra scoperta è stata fatta nel cosentino dagli agenti del Comando Stazione forestale di Santa Caterina dello Jonio e coadiuvati dai Carabinieri di Isca Marina, dopo l’irruzione nel fabbricato di un bracconiere nel comune montano di Isca sullo Jonio. I reati contestati sono quelli di illecita cattura, abbattimento e detenzione di esemplari di specie faunistica protetta, appartenenti alla famiglia Gliridae dell’ordine Rodentia, tutelati sia dalla Legge del 1992 che regola l’attività venatoria che dalla Convenzione di Berna, per la conservazione di flora e fauna selvatica e dei relativi habitat naturali. Vietato catturare, detenere e uccidere questi animaletti.

    A carico dell’uomo graverebbe inoltre il fatto che gli animali sono stati catturati martedì, giornata di silenzio venatorio, utilizzando trappole vietate. Probabilmente sono state posizionate dalla stessa persona anche altre 5 trappole posizione su rami di leccio e corbezzolo a poca distanza dal fabbricato, in cui sono stati ritrovati attrezzi simili.

    L’uomo, originario del posto, è stato denunciato a piede libero e i ghiri sequestrati, peccato però che i poveri cuccioli fossero già spellati, sviscerati e poggiati sul fondo di alcune pentole pronti per essere cucinati.

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