Giappone conferma tassi zero

    La banca centrale nipponica ha confermato ieri l’intenzione di proseguire con una politica monetaria espansiva, seguendo così il percorso tracciato dalla Fed americana di tassi zero.

    I tassi rimarranno, quindi, tra lo 0% e lo 0,1%.

    La mossa si giustificherebbe, secondo il governatore Shirakawa, a causa della persistente debolezza dell’economia giapponese, poichè le nubi sul Paese del Sol Levante non sembrano essersi del tutto diradate.

    Il governatore conferma il suo giudizio di rischio moderato, nel medio termine, sull’economia e annuncia di seguire con grande attenzione l’evolversi della situazione europea sui debiti e di quella americana, sulla politica dei tassi.

    Il Giappone, infatti, teme che un eventuale crac della UE, riguardo al problema del debito sovrano, possa coinvolgerlo, a causa di un livello di debito, ben più alto della media UE. In Giappone, il rapporto debito/pil è del 180%.

    Il Paese, come anche l’Italia, è dagli inizi degli anni Novanta alle prese con un grave problema di stagnazione dell’economia, che non risulta più essere rampante, come fino agli anni Ottanta.

    Pertanto, i governi nipponici che si sono succeduti negli anni hanno affrontato la situazione con pacchetti di stimoli fiscali, del tutto inutili, data la situazione di continua crescita zero. L’altra strada che, quindi, si sta percorrendo è quella di una politica di tassi zero, al fine di stimolare investimenti e consumi interni.

    Ma al momento non pare essere un successo neanche questa politica.

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