Gli italiani puntano sulla ricchezza “liquida”

    Sono dati che fanno riflettere quelli diramati congiuntamenmte dalla Banca d’Italia e dall’istituto di statistica e indagine economica Prometeia: oltre mille miliardi di ricchezza delle famiglie italiane sono impiegati in forma liquida, vale a dire, non vengono investiti in alcun modo, o semmai a brevissima scadenza.

    La ricchezza delle famiglie italieane, nel 2010, ammonta a 3678 miliardi di euro (più del doppio del pil).

    Di questi, ben il 31% non ha impiego a medio o lungo termine, ma addirittura non trova spesso alcuna forma di investimento.

    Il dato è in crescita, rispetto al 29,8% del 2009. Ciò indica che le famiglie italiane non si fidano della borsa altalenante, nè di altri prodotti finanziari, spesso considerati insicuri e fonti di cattive e impreviste sorprese.

    Pertanto, crescono gli italiani che preferiscono un tasso bassissimo, anche prossimo allo zero, piuttosto che un più alto alto, ma a maggiore rischio. Inoltre, investono sempre più in titoli a brevissima scadenza, anche bot inferiori a tre mesi, quindi, potendo disporre di una pronta liquidità.

    Si tratta, facendo i calcoli, di circa 1140 miliardi di euro. La metà di questa enorme cifra si trova depositata in conti correnti a vista, cioè senza vincoli temporali, mentre la restante metà è investita in operazioni di pronto contro termine e a scadenza sotto i tre mesi. 

    Sempre più allettanti, infine, i prodotti di investimento che “dribblano” la scure della tassazione del 27% sui rendimenti; le famiglie, infatti, cercano di superare l’ostacolo, legando l’investimento ai prodotti assicurativi o a pronti contro termine, che godono di una tassazione inferiore e incentivante.

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