Gli orchi cattivi hanno i clic contati

Internet è una risorsa poliedrica e insieme un mondo pericoloso.
Lo schermo, la protezione, l’anonimato sono spesso strumenti per creare personaggi che si discostano dal loro corrispettivo reale. Vale per gli adulti come per i ragazzi. La rete può offrire numerose trappole.
Un’amicizia virtuale può nascondere il lato oscuro dell’uomo che scrive sulla tastiera dall’altro lato e che decide di invitare ad accendere la cam.

I bambini e gli adolescenti sono i soggetti più a rischio e i genitori dovrebbero sempre monitorare le azioni dei propri figli al pc perché l’orco adesca con dolcezza.
Un numero sempre crescente di pedofili naviga sul web e, di conseguenza, aumenta il mercato della pedopornografia gestito dalle organizzazioni criminali.

Sono sempre più sofisticati, infatti, gli strumenti tecnologici di cui tali organizzazioni dispongono e sempre più elaborate le strategie messe in campo per aggirare i controlli e le attività di repressione delle autorità competenti.
Onde evitare questa circolazione di cattive intenzioni l’ufficio olandese della ONG Terre des Hommes ha creato un perfetto avatar di bambino, esca per gli “orchi”.

Occhi a mandorla, sorriso ingenuo, perfetta nelle sue movenze e completamente simile ad un essere umano, il suo nome è Sweetie.
sweetie

La bambina virtuale, di etnia filippina, di circa 10 anni è stata usata come esca per i pedofili online. In un tempo definibile come irrisorio, Sweetie è stata abbordata da migliaia di utenti da tutto il mondo.
L’esperimento telematico ha evidenziato le componenti di pericolosità a cui sono soggetti i bambini che navigano su Internet e ha messo in luce come si vengano a delineare nuove forme di sfruttamento minorili, poco conosciute e poco combattute.

Il sesso tramite webcam è uno dei fenomeni monitorati attraverso questa esperienza: “È spaventoso – dice un ricercatore della ONG – Se mandi una ragazzina sul web a offrire sesso sei inondato di richieste. Troppe per poterle tracciare tutte. In dieci settimane abbiamo avuto 20.000 richieste di contatto”.
Secondo gli studi sviluppati dall’ ONU e dall’FBI ad ogni ora del giorno ci sono almeno 750.000 pedofili connessi online, ma non essendo denunciati, la polizia non può agire ed arginare concretamente le loro azioni.

L’iniziativa olandese è accompagnata quindi dalla volontà di far nascere una petizione per sollecitare i governi, grazie all’intervento anche degli internauti, ad una azione di investigazione diretta sui pedofili attivi, stroncando il turismo sessuale via web.

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