Google Glass al servizio della ricerca: la speranza in una lente

Non è l’ultima trovata per un film di fantascienza, tanto meno l’ultimo accessorio trendy del momento. È nata per diventare una vera e propria rivoluzione che permetterà, a tutti coloro che sono affetti da handicap, di vedere e comprendere a pieno ciò che li circonda.

Sono i Google Glass, l’ultima idea di casa Google, un paio di occhiali dotati di display ad alta risoluzione, equivalente ad uno schermo di ben 25 pollici. Un progetto altamente tecnologico con l’obiettivo di sviluppare un software dotato di realtà aumentata. Un paio di occhiali apparentemente simili a quelli che ci consegnano insieme al biglietto del cinema per un film in 3D ma che permettono, tramite semplici comandi vocali e quindi senza richiedere sforzi eccessivi, di effettuare ricerche, condividere mail e informazioni.

Una sorta di telefono incorporato ad un piccolo schermo, che permette di scattare foto e girare video senza tenere le mani occupate. Un programma nato per rendere la vita un po’ più semplice a tutti coloro che, affetti da alcune forme di handicap o non udenti, vivono le nuove tecnologie con maggiori difficoltà.

I “Goggles“, così denominati, sono in grado di riconoscere e identificare gli oggetti che gli si pongono davanti, interpretano scritte, immagini e arrivano anche a riconoscere ed indicare linea, numero e direzione di un bus. Un vero e proprio computer quindi, ma da indossare e da utilizzare attraverso la propria voce o sfiorando la superficie touch delle lenti.

L’invenzione è stata messa a disposizione dei ricercatori Google già dall’inizio del 2013. Per i consumatori è prevista una versione che sarà disponibile non prima del prossimo anno; intanto, ha già dato i primi riscontri positivi. Lo confermano due ragazze americane, Alex Blaszczuk e Tammie Loy Van Sant costrette da anni su una sedia a rotelle che hanno partecipato al programma di sperimentazione di Google The Glass Explorer e hanno avuto la possibilità di esplorare il mondo tecnologico da un’altra prospettiva.

A questi occhiali potranno essere incorporate varie applicazioni in modo che innovazione e ricerca vadano di pari passo. Infatti, questa è l’idea o meglio la speranza di Stefano Ceccon, ricercatore presso il Crabb Lab della City Uniersity di Londra e ingegnere portato avanti dal leader nel settore dei motori di ricerca biomedico che svolge ricerche sul glaucoma, una malattia che colpisce gli occhi e che a lungo andare potrebbe portare alla cecità.

Come spiega Ceccon, la malattia è difficile da individuare alle origini, di conseguenza non permette ai medici di preparare i pazienti a ciò che potrebbe attenderli con il progredire della patologia. Ed è proprio qui che potrebbero entrare in gioco i Google Glass.

Attraverso una specifica applicazione, denominata virtual reality app, gli occhiali riuscirebbero a ricreare la visione limitata per coloro che soffrono di glaucoma e che sono, ancora, allo stadio iniziale. Potrebbero quindi rivelarsi una vera e propria svolta, a dimostrazione del fatto che le tecnologie non nascono solo per scopi consumistici e di come, invece, la mente umana grazie all’aiuto del progresso, riesca a creare piccoli miracoli.

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